Sicurezza
Carmine, tetto riparato entro la primavera
L’obiettivo di Comune e Fondazione è terminare i lavori nel chiostro per consentire a nuovi commercianti di occupare i tanti spazi rimasti vuoti
LUCCA. A primavera entreranno nuovi commercianti all’interno del mercato del Carmine. Questo è il sogno cullato dall’amministrazione comunale che di pari passo con la concessione del finanziamento di 142mila euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio per il restauro del tetto sta portando avanti un’operazione per rivitalizzare il mercato del centro storico che nei piani del sindaco Alessandro Tambellini è destinato a rimanere a destinazione prevalentemente commerciale ed enogastronomica.
Il primo passo quindi sembra essere ormai fatto e ora si procederà con l’elaborazione di un progetto da sottoporre alla Soprintendenza per poi aprire il cantiere che procederà di pari passo con l’attività dell’intero mercato che quindi non sarà chiuso durante i lavori. Un intervento divenuto di somma urgenza perché il tetto del chiostro si presenta in cattive condizioni con infiltrazioni in più punti che impediscono addirittura il normale utilizzo del chiostro. La copertura poi è realizzata con una struttura reticolare in ferro su cui è appoggiato uno scempiato di tavole e il manto in lastre di eternit. Si provvederà quindi anche a un lavoro di bonifica grazie alla realizzazione di un ponteggio a piattaforma per accedere alla parte inferiore della copertura e a un ponteggio laterale da posizionare sul terrazzo al primo piano. Contemporaneamente saranno effettuati anche ulteriori lavori – a carico del Comune – per migliorare l’accesso a piazza del Carmine. E poi si pensa anche all’idea di mettere Lucca Port a servizio di clienti e operatori del Carmine.
L’obiettivo così è arrivare a primavera avendo rimesso in piena sicurezza l’intera area del chiostro, che rappresenta circa un quarto dell’intero complesso, in modo da poterla rivitalizzare con nuovi ingressi. Tutto questo per poi procedere per lotti al restauro di tutta la struttura per il quale servirebbero poco meno di 9 milioni di euro. «Speriamo che questo intervento sia il primo di altri che poi dovranno restituire l’area alla città – dice il sindaco Alessandro Tambellini –. Noi punteremo su un recupero graduale dell’immobile procedendo per lotti, una soluzione sicuramente più sostenibile anche dal punto di vista economico. In questo modo contiamo di riuscire a recuperare un altro tassello importante del centro storicoi». «Abbiamo ritenuto di dover dare il nostro contributo per il risanamento del Carmine che può rappresentare un elemento di forte appeal anche nei confronti del turismo – conclude il presidente della Fondazione Arturo Lattanzi –. In questo modo confermiamo il nostro ruolo sussidiario e non sostitutivo degli enti locali».
Alessandro Petrini
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