Il Tirreno

Lucca

La crisi morde, aumentano i disoccupati

di Alessandro Petrini
La crisi morde, aumentano i disoccupati

Il quadro della realtà locale tracciato alla Giornata dell’economia. Il prof. Sapelli: «Serve un intervento delle istituzioni»

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LUCCA. La crisi c’è ancora e ha perso i caratteri congiunturali che le si attribuivano un tempo. Soprattutto adessoa ha iniziato a stringere la sua morsa anche sul sistema economico della provincia che, grazie alla sua multisettorialità e alla diversificazione del manifatturiero, finora era riuscito a rimanere a galla. In apertura dell’incontro della Giornata dell’economia è Giovanni Lemucchi, assessore allo sviluppo economico, a prendere la parola e a chiarire che nel corso della mattinata non saranno presentati i dati. «Perché si riferiscono al 31 dicembre 2012 – dice – e dopo oltre sei mesi sono ormai di poca attualità. Ma soprattutto perché sono tutti negativi».

Una considerazione amara che fa da specchio a una situazione che si prova a cambiare con investimenti sul territorio e che riscontra alcuni dati positivi – le presenze turistiche degli stranieri, soprattutto tedeschi, la crescita del 3,1% dei livelli produttivi del settore cartario – ai quali ci si aggrappa per ripartire. L’assessore provinciale Francesco Bambini parla della futura inaugurazione dello scalo merci ferroviario, della realizzazione delle reti di connettività dei distretti e ai progetti che vedono un forte impegno della Fondazione Cassa di Risparmio. A questo si aggiunge un protocollo d’impresa per la governance del turismo per il territorio.

La multisettorialità produttiva è l’elemento distintivo della provincia di Lucca. Il presidente della Camera di commercio Claudio Guerrieri ne è fortemente convinto. «Il nostro comparto manifatturiero ha quattro settori che hanno sviluppato le caratteristiche del distretto – dice –, in più dobbiamo fare i conti con una presenza molto diffusa delle piccole imprese: il 77% ha un solo dipendente, il 97,4% ne ha fino a 5». Un tema molto caro al professor Giulio Sapelli, ordinario di storia economica alla Statale di Milano: «L’export non può essere una soluzione perché il 70% delle nostre imprese non può permetterselo e noi non possiamo lasciarle sole. La crisi si risolve con il primato della politica, con le istituzioni che aiutino a crescere le aziende, abbassino il costo del denaro e battano moneta, se necessario».

«Lucca sente ora la crisi che l’Emilia o la Val Brembana sentono da tempo», prosegue Sapelli e i numeri non sono rincuoranti. Nel 2011 la ricchezza prodotta dal sistema economico della provincia è stata di 10.142,6 milioni di euro, un valore che rappresenta il 10,9% a livello regionale e la colloca al terzo posto in Toscana dopo Firenze e Pisa. L’aumento rispetto al 2009 è dell’1,4%, di gran lunga inferiore al 2,6% espresso dall’Italia. E nella classifica nazionale del valore aggiunto pro capite Lucca scende dal 28° al 31° posto. Parlando dei diversi settori produttivi, solo i servizi segnalano una crescita del valore aggiunto provinciale (+3,7%). L’industria registra una diminuzione complessiva del 4,7% e pure l’agricoltura segna una flessione importante (-8,7%). La debolezza della congiuntura economica nel 2012 si è riflessa sul mercato del lavoro. Nell’anno è cresciuto il numero di persone che hanno iniziato a cercarlo, è il tasso di disoccupazione è cresciuto. A Lucca sono occupati il 75,76% dei maschi e il 51,46% delle femmine tra 15 e 64 anni (63,52% in totale). In tutto i disoccupati sono 14mila (7,9%), fenomeno molto meno diffuso tra gli uomini (4,33%) che tra le donne (12,72%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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