Sicurezza
Segretaria rubava nella cassa dei datori di lavoro
La scoperta della polizia dopo pedinamenti e riprese video La difesa della donna: «Non so perché l’ho fatto»
LUCCA. C'è voluto un lungo e laborioso periodo di appostamenti, pedinamenti e riprese video per riuscire ad incastrare un misterioso ladro. L’ operazione è stata portata a termine dagli uomini della squadra mobile della questura, diretti dal Virgilio Russo. I poliziotti si sono avvalsi della preziosa collaborazione dell'investigatore privato Renato Bianchi, che stava già seguendo il caso perché chiamato dai titolari dell'azienda per risolvere il caso.
Grazie alle indagini, avvalendosi di un importante supporto tecnologico con grande sorpresa di tutti il misterioso ladro non era altro che la fidata segretaria, una 42enne residente nella Piana che da tempo lavorava presso una ditta del settore termoidraulico della immediata periferia cittadina. Quando i poliziotti insieme all'investigatore privato hanno bloccato la donna con i soldi questa si è difesa così: «Io non ho problemi economici. Non riesco a spiegarmi il perché ho compiuto una cosa del genere. Inoltre non ho nessun risentimento nei confronti dei mie datori di lavoro. Anzi ho molta stima di loro».
Tutto ha inizio tre mesi fa, quando i titolari, una coppia di lucchesi, si accorgono che dalla cassa, ma in qualche caso anche dalla borsa della titolare lasciata temporaneamente incustodita in ufficio, sparivano somme di denaro anche consistenti. I proprietari avevano provato ad adottare cautele per evitare il ripetersi del misfatto, ma senza risultato; appena l' ignoto ladro trovava il momento propizio, il denaro si volatilizzava. A questo punto hanno deciso di rivolgersi all'agenzia investigativa Bianchi di Renato Bianchi. «Abbiamo subito invitato i proprietari - dice Bianchi - a sporgere denuncia in Questura. La Sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile ha così concordato con noi un servizio congiunto. Noi ci siamo occupati di installare una microtelecamera che riprendesse la borsa contenente il denaro da sorvegliare, mentre i poliziotti hanno fatto una serie di servizi di appostamento fuori dalla ditta, pronti ad intervenire laddove la telecamere filmassero ulteriori furti di denaro». Nel frattempo le banconote contenute nella borsa erano state opportunamente contate e fotocopiate; è stato così facile per i poliziotti, avuto il via dall' investigatore che aveva in diretta visionato la scena dell' ennesimo furto, bloccare l' impiegata infedele che, uscita dalla ditta per la pausa, a seguito di perquisizione personale è stata trovata in possesso di 230 euro asportati poco prima dalla borsa della titolare. Le banconote erano state asportate da un blocco previamente fotocopiato e firmato dai poliziotti, per cui alla donna non è rimasto altro che ammettere le sue responsabilità. Secondo i titolari gli ammanchi ammonterebbero a qualche migliaio di euro. (d.t.)
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