Il Tirreno

Lucca

Picchiato a sangue da una banda di bulli

di Luca Tronchetti
Picchiato a sangue da una banda di bulli

Dipendente di una ditta aggredito da 4-5 giovani che gli rompono la mandibola. Secondo pestaggio in meno di 15 giorni

3 MINUTI DI LETTURA





BORGO A MOZZANO. Prima lo hanno avvicinato blandendolo per farselo amico e poi quando lui ha chiesto un passaggio per tornarsene a casa all’uscita del campo sportivo di Borgo a Mozzano dove si stava svolgendo la festa della Birra l’hanno circondato e pestato a sangue senza pietà: pugni, botte, calci in faccia quando era a terra. È rimasto privo di conoscenza per una dozzina di minuti. Poi quando si è riavuto ha avuto la forza di presentarsi alla Misericordia dove ha ricevuto le prime cure. In ospedale i medici gli hanno riscontrato la microfrattura della mandibola e due fratture scomposte al secondo e terzo metacarpo della mano destra. Prognosi di 30 giorni e rischio intervento chirurgico. Vittima del pestaggio Marco Milianti, 43 anni, residente Fornoli di Bagni di Lucca, noto come il «Mago G» per via di quella felpa della nota casa di dolciumi Galbusera che indossava negli anni Ottanta ai giochi della gioventù. Un ragazzo che non farebbe male ad una mosca. Vicino ai centri sociali e che da tempo lavora a mezzo servizio in un’azienda florovivaistica di Pian di Coreglia.

Una banda di picchiatori. Il suo pestaggio non sarebbe isolato. Due-tre settimane fa a Fobbia nel comune di Gallicano un giovane poco più che ventenne di Castiglione Garfagnana sarebbe stato avvicinato e percosso - per lui sospetta frattura delle ossa nasali - probabilmente dagli stessi giovani, o da una parte di loro, che hanno aggredito e picchiato il quarantenne florovivaista. E presumibilmente sempre lo stesso gruppo - composto da 5-6 persone residenti non solo in Media Valle, ma anche in Lucchesia e nella Piana - avrebbe cercato di dar fuoco alla macchina di un coetaneo a Borgo a Mozzano. Semplici coincidenze o la presenza di una banda di bulli che mena la mani e semina il terrore vivendo di prepotenze e minacciando di ritorsioni i più deboli?

Il racconto del mago G. La denuncia di Marco Milianti è stata raccolta dai carabinieri di Borgo a Mozzano che reputano il suo racconto attendibile e stanno raccogliendo elementi utili ai fini investigativi. Milianti si lascia andare al racconto di una notte che per lui poteva finire nel peggiore dei modi. «Giovedì sera - racconta il dipendente dell’azienda florovivaistica - mi trovavo con un amico alla festa della birra. Stavo ascoltando la musica quando verso mezzanotte si sono avvicinati 5-6 ragazzi che avranno avuto 20-25 anni. Si sono fatti avanti e mi hanno fatto una serie di complimenti del tipo “Ma sei il Mago G? Sei forte con il tuo look punk rock, facci vedere la maglietta di Galbusera” e altre manifestazioni d’affetto che mi hanno piacevolmente sorpreso. Sapevano che ero vicino ai centri sociali di Lucca e Pisa e hanno iniziato a farmi delle domande».

Conosci il Pardo? Gli inquirenti non lo dicono espressamente, ma preoccupa la richiesta d’informazioni su Emanuele Pardini, 33 anni, di S. Anna, inseguito in auto nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 febbraio 2007 e colpito con pugni e calci sino a ferirlo con una coltellata da una squadraccia di Bulldog, il disciolto gruppo ultras di estrema destra che terrorizzava la città. Riprende Milianti: «Mi hanno chiesto se conoscevo il Pardo (Emanuele Pardini) e se sapevo dov’era. Ho risposto che lavora in Norvegia e se vogliono lo possono contattare via Facebook. Verso l’una ho chiesto un passaggio per tornare a casa. Siamo usciti dal cancello del campo sportivo e stavamo dirigendosi verso la macchina, mi pare una Punto amaranto, quando uno di loro grida: “Ragazzi, questo testa di c.... è amico del Pardo”. Non ho fatto in tempo a voltarmi che li avevo tutti addosso. Sono stato investito da una gragnuola di cazzotti. Sono caduto e a terra mi hanno colpito con una serie di calci al volto facendomi perdere conoscenza. Quando mi sono ripreso non c’era più nessuno. A piedi mi sono diretto verso la Misericordia e poi mi hanno portato al pronto soccorso. Se saprei riconoscere i miei aggressori? Un paio di sicuro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa