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Lucca

La prima volta di Arbore a Lucca «Amo la città e la sua cucina»

di Nicola Nucci
La prima volta di Arbore a Lucca «Amo la città e la sua cucina»

Lo showman foggiano arriva domenica sul palco del Summer Festival con la sua Orchestra italiana Si esibirà in un repertorio ampio, da Indietro tutta e Quelli della notte alle canzoni di Murolo e al jazz

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LUCCA. Renzo Arbore ha rivoluzionato la radio e la tv in Italia. Forse il padre della cultura “pop” italiana, inventore di un modo unico di fare televisione e prima ancora radio. Con la sua orchestra italiana, una big band con 15 elementi che da quasi vent’anni miete successi con un tour in giro per il mondo, domenica farà a tappa anche a Lucca al Summer festival. Uno show travolgente, un viaggio nella musica popolare d'autore, dalle canzoni napoletane all'esotismo dei ritmi sudamericani e ai successi dell'Arbore più scanzonato di “Indietro Tutta” e “Quelli della notte”.

Arbore - dj, cantautore, conduttore radiofonico, attore, regista, personaggio tv - è stato celebrato dalla Rai con uno speciale. Quando parla è una miniera inesauribile.

«Sarà la mia prima volta con l'orchestra italiana a Lucca, anche se ci sono capitato altre volte, ho un mio pusher di brigidini di Lamporecchio, di cui sono goloso. In questa città ho anche fatto acquisti importanti al mercato dell'antiquariato, uno dei più belli d'Italia. Lucca è appagante, anche per il palato. Il pubblico toscano? È vispo e intelligente, mi accoglie sempre bene e non lo deluderò con la mia “mercanzia” musicale».

Cosa porterà in Arbore in questo show? «La prima parte dello spettacolo - anticipa - è un omaggio a Murolo, il più moderno e rivoluzionario cantante della canzone napoletana classica d’autore, categoria musicale che si deve preservare a livello culturale, così importante per la storia musicale del nostro paese, paragonabile agli anni Trenta e Quaranta di Gershwin e Col Porter fino agli anni Sessanta con Beatles e Rolling Stones. Così come quelle brasiliane di fine anni ’50, capolavori di Vinicio de Morales cantate poi da Joao Gilberto e Caetano Veloso. La canzone napoletana ha testi che sono poesie. E ci sarà tanto Sud America, soprattutto il Messico che ha dato classici come Besame Mucho e Cuccurucu Paloma».

E su Puccini, Arbore dice che «è nel nostro patrimonio culturale. Anche le canzoni napoletane sono legate alle arie. La casa del maestro è stupenda, l'ho vista in tv e vorrei visitarla».

Lo showman foggiano, 76 anni portati alla grande, ha un rapporto speciale con la Toscana. «Roberto Benigni è un mio “figlio”. Prima di lui non c'era nessuno che facesse il toscano, l'unico era Raimondo Vianello che faceva un'imitazione. Benigni è il numero uno di un ceppo della comicità toscana che comprende anche Nuti e Panariello. Poi i miei ricordi in Versilia. Ho abitato a Lido di Camaiore, facevo il night agli inizi, gavetta che tutti gli artisti dovrebbero fare. Là negli anni Sessanta c’era la mecca della musica: Capannina, Carion, Bussola, Caprice. Ho suonato per i militari i grandi del jazz come Armstrong ed Ella Flitzgerald che adoro con Murolo, Amalia Rodriguez e Miles Davis. Il cast del Summer? Ci sono big come Leonard Cohen. Anche l'Italia ha una musica “pop” che non ha nulla da invidiare, da Paolo Conte e Gino Paoli a Lucio Dalla e De Andrè poco conosciuti all'estero a Carosone che era melting pot fino ai nuovi cantautori come Cristicchi e Negramaro». (Biglietti 50 e 34 euro, in vendita su ticketone e Summer point).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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