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Tre Comuni al “prezzo” di uno

Tre Comuni al “prezzo” di uno

Ipotesi di fusione tra Castiglione, Villa e Pieve Fosciana

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CASTIGLIONE. Dopo Fabbriche di Vergemoli, nuova fusione di comuni in Garfagnana? È un ipotesi per tre comuni storici e da sempre “amici” come Castiglione, Villa Collemandina e Pieve Fosciana. In un incontro pubblico tenutosi a Castiglione, è intervenuto il sindaco di Vergemoli, Michele Giannini per raccontare la propria testimonianza della fusione del proprio comune con Fabbriche Vallico. Ma i sindaci dei tre comuni sono scettici o addirittura contrari: «Per la razionalizzazione, avanti con l’Unione dei Comuni».

La necessità di queste fusioni deriva dalla crisi che colpisce duramente le piccole amministrazioni comunali. La fusione poterebbe ad una razionalizzazione delle risorse oltre che ad un concreto ed immediato incentivo dalla Regione.

Il Consiglio regionale ha di recente aumentato gli incentivi previsti due anni fa dalla legge di riforma delle autonomie locali. Ogni Comune che si fonde può contare oggi su 250 mila euro l’anno di maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione: per cinque anni. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione ma sono comunque il 20 per cento dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010. Ma soprattutto i Comuni fusi saranno esenti per tre anni dal patto di stabilità.

Ma i sindaci dei tre comuni coinvolti vanno con i piedi di piombo. Tutti e tre sono infatti convinti sostenitori del progetto Unione dei Comuni. «Le motivazioni che possono portare alla fusione sono esclusivamente economiche – dice Francesco Giuntini, sindaco di Castiglione – sono favorevole invece alla gestione associata prevista dall’Unione dei Comuni. Personalmente non voglio essere ricordato come il sindaco che ha cancellato l’autonomia e la storia di Castiglione. La fusione non porta nessun risparmio di personale e farà perdere la rappresentatività del territorio, soprattutto delle frazioni, che già verranno penalizzate dalla prossima tornata elettorale». Alle prossime elezioni ci sarà, infatti, il taglio dei consiglieri comunali: «Per risparmiare sarebbe servito quello dei parlamentari».

Luca Dini

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