Finanza
Rubate ottanta statue di rame e bronzo
Gang scatenata di notte al camposanto di Capannori: crocifissi, cornici e fregi divelti dalle tombe e caricati su un furgone
CAPANNORI. Da San Leonardo a Tassignano, da Marlia a Lammari, da Altopascio a Spianate. Dal 2005 ad oggi i furti nei cimiteri della Piana non sono più una novità. Ma quanto è accaduto nella notte tra lunedì e martedì al cimitero di Capannori non ha precedenti in Lucchesia. Ottanta tombe sono state devastate dalla solita gang a caccia di rame, bronzo e metalli preziosi. Erano tre-quattro e hanno agito indisturbati caricando la refurtiva su un furgoncino e lasciando, testimone del raid sacrilego, una statua bronzea del Cristo alta circa due metri staccate dalla base del loculo marmoreo, ma poi lasciata nel camposanto forse per la difficoltà palesata a trascinarla fuori e farla entrare nel mezzo di trasporto con cui sono arrivati i malviventi. Indignazione, sconcerto, senso d’impotenza tra la gente di Capannori che chiede a gran voce la presenza costante (anche in orari notturni) di un custode, maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine sempre più oberate nel contrasto alla criminalità organizzate nonostante organici ridotti all’osso e l’installazione di un sistema di video-sorveglianza almeno nei cimiteri più grandi del comune di Capannori. Ad onor del vero l’adozione di sistemi di sicurezza nei camposanti era stata paventata nel lontano 2006 dall’allora assessore ai lavori pubblici, Fernando Fenili, stanco di vedere i luoghi sacri depredati dai ladri e che voleva venissero rimossi i discendenti in rame e gli arredi in metallo pregiato che fanno gola ai malviventi in grado di ricettarli con facilità. Morale? Venne rimosso (sicuramente per altri motivi) l’assessore.
Indagini complesse. Arrivare alla cattura della gang del rame e del bronzo non sarà facile. Si tratta di professionisti del crimine che hanno agito con tutta calma sapendo che i cancelli del vecchio cimitero sulla via Romana restano aperti. Hanno usato guanti in lattice per evitare di lasciare impronte e non essendoci nelle vicinanze istituti di credito o abitazioni dotate di telecamere esterne non c’è neanche la possibilità di constatare il passaggio di furgoni o auto a una certa ora della notte. Ai carabinieri di Capannori intervenuti per i rilievi non resta altro che sperare nel dna ricavato da eventuali cicche di sigarette lasciate tra i loculi.
L’allarme. Erano le 8,30 quando una pensionata è entrata al cimitero per portare fiori freschi sulla tomba del caro estinto e ha trovato la devastazione. Mezzibusti in bronzo o in rame raffiguranti i volti della Madonna, del Cristo o di angeli e santi divelti dalle lapidi e portati via assieme a croci, fregi e cornici. A terra di tutto: dai basamenti in marmo alle foto di defunti, contenute nel telaio in metallo pregiato smontato, e gettate via durante il raid. La gang dei ladri-vandali ha usato picconi, pale o badili per rompere le statue e portarle via. Hanno impiegato, indisturbati, tutta la notte senza che nessuno abbia visto o udito nulla. Il colpo ammonta a oltre 10mila euro e i danni sono altrettanto ingenti. E l’impressione è che l’episodio non possa rimanere isolato se è vero che il furto presenza inquietanti analogie con quello messo a segno al cimitero di Lorenzana di Pisa il primo luglio scorso.
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