Il Tirreno

Lucca

Dopo i crolli scoppia il caos viabilità

di Flavia Barsotti
Dopo i crolli scoppia il caos viabilità

Il giorno dopo la caduta di un’altana, in via San Giorgio per passare la gente sposta transenne, difficoltà per i furgoni

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LUCCA. Tetti che cedono, cornicioni che crollano, mattoni che cadono giù: nel nostro centro storico sono almeno una decina i casi dichiarati in pochi mesi.

Per qualcuno, la colpa è della scarsa manutenzione, per qualche altro sono invece soltanto coincidenze o le conseguenze delle condizioni meteo che recentemente hanno interessato la nostra zona, ma che sia per l’umidità, per la pioggia o per l’antichità degli edifici, certo camminando per le strade viene fatto di guardare in alto.

In qualche caso si è sfiorata la tragedia, in qualche altro la sorte ha voluto che non passasse nessuno, ma le domande dei lucchesi sono spesso le stesse: “E se capitasse di nuovo? se non dovessimo essere ancora così fortunati?”. L’ultimo caso, due giorni fa, quando a crollare è stato il tetto di un fabbricato privato in via San Giorgio.

Tempestivo l’intervento per la messa in sicurezza, ma i lavori che andranno avanti fino al 19 luglio, sembrano creare non pochi disagi alla circolazione. In queste circostanze, infatti, ad innescarsi sono anche una serie di meccanismi che, come un effetto domino, alimentano il malumore.

È capitato ieri mattina: una macchina tenta di oltrepassare il divieto, mentre dalla parte opposta, un secondo mezzo con a bordo due vigili, glielo impedisce.

Scatta una piccola discussione che si risolve in pochi minuti, ma questo non sembra essere l’unico episodio. Fra le polemiche di chi, noncurante delle transenne tenta di circolare comunque e chi addirittura le sposta secondo le proprie esigenze, c’è anche il problema dei mezzi pesanti che difficilmente riescono a girare nelle strade in cui il traffico è stato dirottato, come fanno presente alcuni commercianti della zona.

«La nostra è una città vecchia – spiegano dalla tappezzeria Giambastiani, situata nei paraggi – e purtroppo queste situazioni si stanno ripetendo con troppa frequenza. I residenti dovrebbero essere messi in condizione di provvedere a questi problemi, ma tra tasse, permessi e tutto il resto, certo non è facile accollarsi anche le spese della manutenzione».

Poco distante, ancora in via San Giorgio, un simile episodio si era verificato anche cinque anni fa.

«Allora – racconta la proprietaria del Marchi Ufficio – una parte del cornicione dell’edificio, cadde sulla nostra macchina da cui mio figlio era appena sceso per scaricare del materiale. Ci hanno detto di averlo messo in sicurezza, ma da quella volta, ovunque io vada, faccio sempre caso a camminare al centro della strada».

Intanto ci mostra alcune pietre all'angolo che giacciono sull'asfalto da alcuni giorni, probabilmente appartenenti ad un palazzo vicino, mentre rivolge un pensiero anche a tutti i ragazzi che spesso percorrono quell'area quando entrano o escono dal vicino liceo classico.

Se per lei, le difficoltà dovute alla chiusura della strada sono sopportabili, certo c’è chi non manca di sottolineare le ripercussioni che la viabilità interrotta ha sulle entrate degli esercizi.

«Oltre alla paura, il problema è il disturbo che si crea per il cliente – affermano dal Bar Oxford, in via Santa Giustina dove, due mesi fa, a cadere è stato di nuovo un pezzo di cornicione – Di fronte al divieto, molti spostano addirittura le transenne».

Un comportamento, questo, già segnalato in via San Giorgio, che sembra dunque essere frequente e che può rivelarsi davvero pericoloso per l’incolumità di chi passa. Diverse e di grandi dimensioni sono anche le pietre che giacciono sull'asfalto all'angolo con piazza San Salvatore, ma dalle attività nei paraggi, nessuno pare aver visto o sentito qualcosa.

«Non creiamo allarmismi – tiene a far sapere una commerciante della zona – già il volume di affari è quello che è, cerchiamo di non spaventare i turisti. Lucca è una città antica ed episodi come questi possono capitare. Per quanto mi riguarda però, abito al quarto piano in Piazza Bernardini e nemmeno con il terremoto ho riscontrato disagi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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