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manifesti “fascisti”

Ulivieri: «La mia era una posizione personale e privata»

MONTECARLO. Sulla questione dei manifesti “fascisti” affissi a Montecarlo riceviamo e pubblichiamo questa precisazione di Tiziana Ulivieri, che in un articolo della settimana scorsa era stata...

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MONTECARLO. Sulla questione dei manifesti “fascisti” affissi a Montecarlo riceviamo e pubblichiamo questa precisazione di Tiziana Ulivieri, che in un articolo della settimana scorsa era stata chiamata in causa per alcune posizioni sulla questione che aveva espresso sul proprio profilo di Facebook,

«Un mio pensiero liberamente espresso sul mio profilo Facebook - scrive Ulivieri - , impostato secondo regole di privacy che prevedono possa essere letto solamente dai miei amici e non da altri, è stato oggetto di ben due interventi sulla stampa, uno della redazione e uno addirittura del Comune di Montecarlo».

«Non credevo - prosegue la lettera di Tiziana Ulivieri - onestamente che la mia costernazione di cittadino sgomento di fronte a un manifesto che inneggia al fascismo diventasse un caso locale, anche perché - lo ripeto, perché il passaggio è fondamentale - quanto scritto era destinato solo ed esclusivamente alla cerchia di persone con cui sono in contatto tramite un social network (e tra costoro non ci sono membri della giunta comunale, né della maggioranza che la sostiene).

«Non sono stata certo l'unica - ricorda Ulivieri - a provare indignazione quando, andando con alcuni amici alla prova della corale, abbiamo notato quel manifesto alle porte del paese. Nessun dubbio che il manifesto sia stato affisso a norma di legge e dietro pagamento della relativa tassa, ma c'erano con noi in piazza anche alcuni anziani che il fascismo l'hanno veramente vissuto e che, scuotendo la testa, rammentavano quel periodo terribile.

«Altre amiche hanno fotografato e pubblicato sul loro profilo quel manifesto, ma evidentemente solo la mia segnalazione ha dato fastidio e fatto notizia. Forse per i miei trascorsi di consigliere abituata alla contestazione politica, nonostante da ben quattro anni non sia più in consiglio comunale e attualmente non sia nemmeno iscritta ad alcun partito?

«Se è così - si conclude la lettera che ci è stata inviata da Tiziana Ulivieri - è evidente che ho toccato un nervo scoperto dell'amministrazione guidata dal sindaco Vittorio Fantozzi e della prassi politica locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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