Sicurezza
Sostegno, se ne occupa il ministro
Il Gruppo di studio sull’handicap dell’Ufficio scolastico: sarà difficile gestire la situazione delle classi con disabili
LUCCA. Anche il ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza si sta occupando della situazione, critica, del sostegno nelle scuole della provincia di Lucca.
Sabato 6 giugno, infatti, il ministro ha ricevuto una lettera da parte del presidente della provincia Stefano Baccelli, che esplicitava tutte le difficoltà dell’anno che aprirà a settembre con sole 55 assegnazioni per i casi “gravi” a fronte delle 180 richieste dall’Ufficio scolastico provinciale. La lettera era firmata anche dai rappresentanti degli enti locali e dalla deputata Raffaella Mariani, da molto tempo attenta su questo tema.
«Il ministro ci ha assicurato che esaminerà la questione - spiega Mariani - e siamo in attesa di una risposta. Purtroppo la situazione è molto difficile. Anche negli anni scorsi le prime assegnazioni non soddisfacevano tutte le richieste. Ma poi, con la definizione degli organici di fatto, il problema in parte rientrava. Quest’anno, però, la distanza fra l’assegnato e il richiesto è così grande che sarà difficile risolvere il problema».
E anche il Gruppo di lavoro provinciale per l’integrazione scolastica dell’ex Provveditorato interviene sulla questione, ricordando i numeri e portando alla lune una serie di possibili, futuri problemi.
«La situazione relativa al prossimo anno scolastico - spiegano i rappresentanti del Gruppo di lavoro - vede, negli Istituti scolastici della Provincia, la presenza di 1.314 alunni certificati ai sensi della L. 104/92 con un incremento di 73 alunni rispetto all’anno scolastico terminato per i quali sono state assegnate dall’Ufficio scolastico regionale con decreto numero 178 545 cattedre a fronte delle 556 dello stesso periodo dell’anno scorso».
In altre parole 11 cattedre in meno nonostante un sostanziale aumento degli alunni che richiedono assistenza specifica.
«In pratica - continua il Gruppo di lavoro - ogni docente di sostegno avrà a proprio carico 2,41 alunni disabili. Da qui la decisione di favorire le “situazioni di complessità” degli Istituti, collocandoli in quattro fasce basate sul numero di alunni disabili presenti e variando in ciascuna di esse il rapporto docenti/alunni, riducendolo a 2 per gli istituti che avevano più di 19 alunni disabili. Con questo criterio sono state calcolate e proposte al dirigente dell’ufficio scolastico le assegnazioni di cattedre e ore di sostegno per ciascun istituto scolastico».
Ovviamente, ciò che determina le maggiori difficoltà nel garantire l’integrazione scolastica «è la presenza di “casi gravi” certificati che, nella nostra Provincia, sono 364 (inclusi nei 1.314) - precisa ancora il Gruppo di lavoro - per i quali sono stati assegnati 55 posti in deroga, “ridistribuiti” in termini di 2/3 ore aggiuntive (purtroppo veramente poche) su ciascun disabile grave che frequenta le scuole della provincia». Proprio sui casi gravi sarebbe necessaria una assistenza continua, prevedendo un insegnate per ciascun alunno. Rapporto «indispensabile per una valida integrazione» afferma il Gruppo di lavoro e quindi per il rispetto del diritto allo studio. «Come si potranno gestire le situazioni di classi (anche numerose) in cui sono, ad esempio, disabili, Dsa e stranieri e dove non si hanno più “ore a disposizione?» si chiedono i rappresentanti del gruppo di lavoro che ritengono necessarie «altre e nuove “risorse” a ridurre difficoltà che singoli Istituti scolastici non potranno più sostenere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
