Il dolore
Cantoni, un patrimonio da salvare
La proposta di un ex operaio: una mostra per non dimenticare cosa fu l’azienda
LUCCA. Un’associazione di ex. Lavoratrici, operai, sindacalisti, direttori, impiegati. Insomma tutti quelli che, in un modo o nell’altro, hanno avuto a che fare con la Cantoni, la storica fabbrica tessile chiusa da oltre venti anni. Per ricordare e far ricordare quello che la Cantoni ha rappresentato a Lucca, magari con una mostra fotografica proprio nei vecchi stabilimenti dell’Acquacalda.
A lanciare quest’idea è Pietro Bernicchi, 50 anni, ex operaio ora disoccupato, che con la Cantoni ha un legame speciale: sua madre, Giovanna Pelosi, e gli zii Alfredo e Francesca vi hanno trascorso tutta la loro vita lavorativa fino alla pensione, negli anni Ottanta, quando iniziò il progressivo smantellamento che portò poi alla definitiva chiusura della fabbrica.
Come Pietro, tantissimi ragazzi lucchesi sono cresciuti a pane e Cantoni. Che, fondata nel 1904, nel secondo dopoguerra arrivò a contare più di 4300 dipendenti: una famiglia su due, in pratica, aveva qualcuno che ci lavorava. Ma la sua importanza non era soltanto nei numeri. aFu una delle prime fabbriche, insieme con la Manifattura Tabacchi – dice Bernicchi – a prevalente manodopera femminile. Era il primo segnale dell’emancipazione femminile, con la donna a portare i soldi a casa». Per Bernicchi, poi, è da sottolineare come la Cantoni abbia portato ricchezza in tutta la provincia, al pari delle altre fabbriche storiche locali, tutte scomparse dal territorio o drasticamente ridimensionate: dal mulino Pardini alla Bertolli fino alla stessa Manifattura Tabacchi.
Una storia come questa, secondo lui, merita di essere ricordata. «Sarebbe bello costituire l’associazione – spiega -. Dai lavoratori agli impiegati, dai sindacalisti ai direttori, chiunque abbia un legame con la fabbrica può rivolgersi a me sulla pagina Facebook a mio nome o alla mail pietro.bernicchi@libero.it». Bernicchi ha in mente già la prima iniziativa con cui il gruppo si potrebbe presentare: una mostra di fotografie negli stabilimenti dell’Acquacalda. «Ne ho parlato in Comune, in Provincia e con i sindacati – dice – e sarebbero disposti a dare il patrocinio».
Paola Taddeucci
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