La manifestazione
Acquirenti milanesi per un pezzo della Perini
LUCCA. Ieri mattina un nuovo sciopero di due ore. Poi, nel pomeriggio, l’incontro con l’azienda. E venerdì ancora assemblea dei lavoratori. Ma prima i loro rappresentanti sindacali torneranno a...
LUCCA. Ieri mattina un nuovo sciopero di due ore. Poi, nel pomeriggio, l’incontro con l’azienda. E venerdì ancora assemblea dei lavoratori. Ma prima i loro rappresentanti sindacali torneranno a trattare. E stavolta non solo con i vertici di Perini ma anche con quelli della Mac, impresa milanese intenzionata a rilevare un ramo d’azienda, il reparto macchine utensili
Ieri pomeriggio la proprietà di Perini ha confermato di voler cedere il reparto, dove lavorano 24 persone, nell’ambito del piano di riorganizzazione del lavoro. Che si traduce, prima di tutto, in circa 120 esuberi.
«La direzione aziendale ha iniziato ad illustrare una nuova organizzazione del lavoro mettendo in evidenza che alcuni uffici non saranno più necessari, altri saranno accorpati e come questo determina un eccedenza di personale» spiega Massimo Braccini della Fiom Cgil . Una parte degli esuberi riguarderebbe il magazzino. «Per quanto riguarda il settore impiegatizzio invece verrà approfondita la situazione nei prossimi incontri già programmati anche per le prossime settimane. La trattativa, dove non vi sono ad oggi procedure formali di licenziamento collettivo, prosegue in sede aziendale».
È stato il sindacato a insistere per incontrrare i vertici di Mac, acquirente che sembra «intenzionato ad investire e assumere altre figure professionali. Vogliamo capire il piano industriale e se vi sono soluzioni che possano dare un contributo anche alla vertenza complessiva».
«Come Fiom Cgil - continua Braccini - continuiamo a ribadire che vanno individuate soluzioni condivise complessive e di prospettiva e che tutti i lavoratori debbano avere la garanzia della salvaguardia del posto di lavoro. Abbiamo ulteriormente richiesto uno specifico piano industriale volto al rilancio dell’azienda Perini fatto di investimenti in modo da garantire il futuro negli anni dell’attività ed in modo che il sito di Lucca resti il centro mondiale del gruppo per quanto riguarda il settore delle macchine per carta».
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