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Terremoto, 70 milioni di danni agli edifici

Terremoto, 70 milioni di danni agli edifici

Per le sole case private della Garfagnana il conto supera i 15 milioni A Minucciano la visita del governatore Rossi e di Franco Gabrielli

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MINUCCIANO. Tre milioni - fra Garfagnana e Lunigiana - per le prime attività di emergenza post terremoto. Ma per ricostruire, o riparare, le case danneggiate ne serviranno almeno 46 milioni. Perché i danni dello sciame sismico che da tre settimane sta colpendo la Toscana settentrionale sono ingenti: in Garfagnana - secondo l’ultimo bilancio delle verifiche strutturali - ci sono circa 200 case inagibili, e danni per 15 milioni di euro. I danni totali fra le due aree, e considerando sia edifici pubblici che privati arriva perlò a 70 milioni.

Ieri sono arrivati a Minucciano (dopo essere stati a Fivizzano, in Garfagnana), il presidente della Regione Enrico Rossi e il capo della protezione civile Franco Gabrielli. «Tra le esigenze principali – ha detto Rossi – insieme a quella di una corretta informazione ai cittadini c’è quella di consentire loro di rientrare in case sicure. Per ora possiamo contare su 3 milioni che lo Stato ci ha dato (su 5 richiesti, un segno di attenzione che ci fa sentire meno soli), cui si aggiungono 500.000 euro che la Regione aveva già messo a disposizione nelle primissime ore per l’emergenza. Questo consente di pagare le attività di soccorso avviate nell’immediato e di progettare interventi di urgenza per l’incolumità della vita pubblica in Lunigiana e Garfagnana».

Tuttavia sono necessari altri fondi per finanziare la ricostruzione: «Come ho scritto nella mia lettera inviata ai parlamentari e che il senatore Martini mi ha annunciato sarà presentata come mozione impegnativa per il governo nei prossimi giorni vogliamo che questo territorio sia preso in considerazione. Non chiediamo trattamenti speciali, ma almeno lo stesso trattamento che lo Stato ha usato nei confronti dell’Emilia Romagna dopo il terremoto dell’anno scorso, per il ristoro dei danni a favore dei privati».

È urgente a questo punto, secondo il presidente, stilare le richieste ufficiali di rimborsi, un compito che spetta al commissario delegato dal governo Giuseppe Menduni, al fine di chiedere con esattezza al governo le risorse necessarie per poter partire con la ricostruzione. Occorre dunque stimare i danni subiti da edifici e case dichiarati inagibili o parzialmente inagibili e valutare i costi del loro ripristino e messa in sicurezza.

Rossi ha poi spiegato che «con il terremoto dobbiamo convivere. È una constatazione scomoda ma ineludibile».

Stesso concetto del prefetto Gabrielli che ha ricordato come «Noi stiamo monitorando il territorio ma dobbiamo metterci in testa che può capitare un terremoto significativo. Purtroppo il nostro paese ha un'altissima sismicità e i terremoti non si possono prevedere. Occorre fare molta prevenzione, costruire case a norma e che possono resistere agli eventi. Dal 21 giugno nella zona della Lunigiana e Garfagnana dove si è concentrato l'epicentro abbiamo avuto circa 2000 scosse». Intanto il senatore del Pd Andrea Marcucci ha sostenuto che «serve un provvedimento specifico del Governo per Garfagnana e Lunigiana sul modello di quello che fu assunto dopo il terremoto in Emilia Romagna, per finanziare gli interventi urgenti. In tempi brevi va fatta la verifica dei danni subiti dagli edifici pubblici e privati, dopo che circa 1000 abitazioni sono state dichiarate inagibili».

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