Attenzione
Chiesta la targa per ricordare i deportati
Una targa per ricordare. Che di lì sono passati duecento ebrei, prima di essere deportati a Mauthausen. Almeno quella, nella rovina generale. È quanto chiedono molti abitanti per il Grand'albergo...
Una targa per ricordare. Che di lì sono passati duecento ebrei, prima di essere deportati a Mauthausen. Almeno quella, nella rovina generale.
È quanto chiedono molti abitanti per il Grand'albergo delle Terme, ormai un rudere in cima alla collina. Durante la seconda guerra mondiale il maestoso edificio, di cui restano in piedi poche mura peraltro puntellate da anni perché pericolanti, fu trasformato in campo raccolta per gli ebrei lucchesi.
Alla gente del posto veniva detto che erano feriti di guerra.
Il Grand'albergo, circondato da un parco un tempo magnifico ma anch'esso diventato impraticabile, era stato la residenza del granduca Leopoldo di Toscana.
Accanto c'è un altro edificio in pessimo stato – entrambi in bella vista ai turisti che soggiornano all'albergo e negli stabilimenti termali gestiti dalla famiglia Mazzei – ed è la chiesetta di San Martino.
Chiusa da anni, ne venne restaurato il tetto, ma non il resto così in questi giorni gli operai sono al lavoro per puntellare il lato est perché il muro si stava staccando. (p.t.)
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