Il Tirreno

Lucca

Antiche terme, restaurate e mai aperte

di Paola Taddeucci
Antiche terme, restaurate e mai aperte

Bagni di Lucca, allarme degrado. Pd contro il sindaco: «Dice che questo patrimonio non serve, invece dovrebbe salvarlo»

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BAGNI DI LUCCA. Una resa inaccettabile. Il Pd va all'attacco della giunta guidata da Massimo Betti e sulle risorse termali accusa il primo cittadino di aver alzato bandiera bianca. «Dire che i fondi investiti per ristrutturare gli storici stabilimenti di Docce Basse, San Giovanni e Bagni Bernabò sia uno spreco di denaro pubblico – affermano Umberto Bartoli, consigliere comunale, e Sebastiano Pacini, segretario del partito - è un'offesa alla cittadinanza. Servono, invece, idee e progetti per farli funzionare e renderli competitivi dal punto di vista turistico. E deve essere la giunta a proporli, invece di alzare bandiera bianca».

Patrimonio inestimabile. Secondo Bartoli e Pacini, le terme sono una fortuna per Bagni di Lucca, un patrimonio inestimabile che non si può rischiare di perdere, lasciando andare in malora gli edifici, peraltro restaurati a suo tempo – precisano i due esponenti politici - con fondi statali ed europei. «La resa del sindaco – continuano - è inaccettabile. Il Comune non può vivere di solo agriturismo e di montagna, che per quanto rigogliose non costituiscono un'attrattiva sufficiente».

Dimissioni del sindaco. C'è anche chi è più duro, nei confronti di Betti, e chiede le sue dimissioni. «Libero di pensare che il patrimonio termale non serva – dice Sergio Talenti -, ma da cittadino, non da sindaco. Nella sua posizione dovrebbe invece progettare qualcosa di urgente per salvare l'unica risorsa di cui il Comune dispone: il sistema delle terme, tra l'altro il più vasto in Toscana».

Impianti da finire. La reazione del Pd e di Talenti nasce da una dichiarazione in cui Betti, rispondendo proprio a Talenti, aveva affermato che i recuperi dei diversi stabilimenti termali – attuati sotto le precedenti amministrazioni - «sono stati operazioni devastanti sul bilancio comunale, in quanto nessun impianto ristrutturato è realmente funzionante senza definitivi ingenti interventi».

Futuro poco roseo. Secondo il sindaco, quindi, si è trattato di uno spreco di soldi pubblici «che ha portato a inaugurazioni parziali e di immagine, per chiudere il giorno dopo». Betti aveva ipotizzato un futuro poco roseo in quanto «l'attuale amministrazione con responsabilità e impegno da un anno cerca possibili gestori, ma al momento sono disinteressati, viste le condizioni delle strutture».

La muffa dentro. In effetti, la situazione sulla collina delle terme peggiora di anno in anno. I tre stabilimenti storici Docce Basse – uno dei più antichi d'Italia -, San Giovanni – dove si producevano i fanghi - e Bagni Bernabò giacciono lì, abbandonati, chiusi, con la muffa che sta riempiendo gli interni, nonostante il restauro costato rispettivamente 2 milioni e 300mila, 1 milione e mezzo e 400mila euro.

Rischio vandali. Davanti a Docce Basse, poi, i cui lavori sono terminati da quasi due anni, ci sono ancora le transenne, come se il cantiere fosse sempre in funzione. L'unica nota positiva è che, in questo modo, si scoraggiano gli atti di vandalismo. A San Giovanni, invece, le transenne sono state tolte e lo storico stabilimento – dove si dice che Heinrich Heine abbia preso spunto per scrivere i Reisebilder – è a rischio saccheggi.

Telenovela Bernabò. Per i Bagni Bernabò, la telenovela della riapertura è diventata una commedia. Risistemati da 8 anni, la precedente amministrazione guidata da Giancarlo Donati dimezzò il canone d'affitto per invogliare gli investitori, ma per diverso tempo nessuno mostrò interesse. Due anni fa sembrava fatta, un imprenditore locale era intenzionato a realizzarvi un centro benessere. Ma dopo mezza giornata di apertura, le saracinesche si chiusero per problemi di concessione delle acque, mai risolti. Dall'altra parte della collina c'è un altro storico stabilimento termale, il Bagno alla Villa, restaurato e mai riaperto, nonostante si fosse parlato di un utilizzo pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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