Finanza
Spariti i cambiavalute Le guide: «Problemi per gli stranieri»
LUCCA. Forse i cittadini lucchesi non se ne saranno accorti perché non interessati al problema. Tanti turisti avranno invece notato la totale assenza in città di sportelli cambia valute. Un servizio...
LUCCA. Forse i cittadini lucchesi non se ne saranno accorti perché non interessati al problema. Tanti turisti avranno invece notato la totale assenza in città di sportelli cambia valute. Un servizio fino a qualche tempo fa praticato nei punti strategici del centro storico: via San Paolino, piazza San Michele e negli uffici ormai soppressi delle Apt di palazzo Ducale e piazza Santa Maria. La cosa più strana è che la loro presenza è tuttora segnalata sui siti internet che nessuno si è mai preso la briga di aggiornare, creando così ulteriore confusione.
«Non è certo un bel biglietto da visita» osservano alcuni operatori del settore, lamentando un disagio ormai quotidiano. Il problema riguarda comunque i turisti provenienti dai Paesi extraeuropei e in particolare gli americani che in questo periodo costituiscono un’alta percentuale del popolo dei visitatori della nostra città. Prevalentemente crocieristi in arrivo dai porti di Livorno e La Spezia che non sempre dispongono di carta di credito e sperano che anche Lucca offra gli stessi servizi delle altre città turistiche. Invece così non è e, per poter usufruire del servizio, è necessario andare alla ricerca di un delle rare banche che non aderiscono alla nuova normativa.
La quale stabilisce che chi intende cambiare il denaro deve essere titolare di conto corrente nella stessa banca oppure essere “censito” il che significa dover esibire ben due documenti di identità e il codice fiscale ed essere solvibili.
«Richieste per qualcuno inverosimili - aggiunge Linda Lorenzetti della cooperativa turistica La Giunchiglia - considerando che alcuni sportelli non hanno filiali all’estero e che il documento identificativo non è richiesto in tutti gli Stati del mondo. Quanto alla solvibilità non dovrebbe essere necessaria per un’operazione del genere. Se almeno gli istituti bancari pensassero di avvertire il pubblico con un cartello esposto all’ingresso che stabilisce se pratica o meno cambio valuta, si eviterebbero interminabili attese che spesso si concludono con un rifiuto». Niente da fare nemmeno alla posta centrale, dove la macchinetta per cambiare moneta è inutilizzabile da sei mesi. «Un’assurdità che talvolta induce i turisti a rinunciare a fare acquisti per non perdere tempo a fare la fila ai pochi sportelli bancari. Che il sabato e la domenica sono chiusi». Così si rinuncia ai souvenir e spesso anche al caffè, perché bar e piccoli negozi non accettano dollari o altre monete straniere. La carta di credito può andare bene per certi acquisti, ma non certo per fare colazione o comprare cartoline e giornali. E nemmeno per entrare nei musei o addirittura per andare in bagno. «Dobbiamo risolvere questi disagi, magari limitando l’apertura ai mesi estivi, anche con un solo sportello» suggerisce Lorenzetti ricordando l’evoluzione del turismo negli ultimi tempi che ha visto l’arrivo a Lucca di numerosi gruppi dall’India, dal Brasile e dalla Turchia.
Rossella Lucchesi
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