Sicurezza
Giovane morto a San Vito, altri guai per l’indagato
Deve rispondere di omissione di soccorso dopo l’uscita di strada di Sean Bianchi Consulenza affidata dalla Procura a un tecnico per accertare la dinamica
LUCCA. È indagato anche per omissione di soccorso il 32enne che era insieme a Sean Bianchi, il giovane di 21 anni morto martedì sera in un tremendo incidente stradale in via delle Pierone a San Vito forse causato da un urto tra scooterone e moto.
Già iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, ora il 32enne si vede contestare l’inosservanza all’articolo 189 del codice della strada secondo il quale l’utente, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona.
La Procura (indagini coordinate dal sostituto procuratore Piero Capizzoto) vuole fare chiarezza sul comportamento dell’indagato - che era in sella a una moto Yamaha - per capire il suo comportamento dopo l’uscita di strada di Bianchi, schiantatosi con uno scooterone Piaggio contro un palo e deceduto sul colpo. Da capire anche se quella sera fosse in atto una sorta di gara di velocità tra giovani: c’era anche una terza persona, un giovane che è stato il primo a cercare di aiutare Bianchi.
La Procura ieri ha affidato a un perito l’incarico di stabilire velocità, traiettoria e punto di impatto tra i mezzi coinvolti che non si esclude viaggiassero affiancati, fino a che si sono urtati. Altra ipotesi è che la Yamaha abbia agganciato lo scooterone.
Ieri a Saltocchio molta gente ha dato l’ultimo saluto a Bianchi.
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