La manifestazione
Diplomata con lode, farà il medico
Maria Elena Lippi ha concluso gli esami al Machiavelli con la votazione più prestigiosa. Cantante e violinista, scrive poesie
LUCCA. Medico per professione, poetessa per passione. E ancora cantante e violinista a scappatempo, con un occhio di riguardo per l'impegno civile, soprattutto quello legato al prezioso esercizio della memoria delle persecuzioni e delle vittime del nazifascismo.
Ecco come si vede nel futuro Maria Elena Lippi, la studentessa fresca di esame di maturità, che ha concluso il ciclo di studi al liceo classico “Niccolò Machiavelli” con 100 e lode. L'unica della scuola e una delle poche in città (l’anno scorso non c’era stato nessun studente promosso con la lode).
Un risultato straordinario. Come ti senti?
«Soddisfatta, orgogliosa e carica per i prossimi impegni. A scuola mia c'è stato solo un altro cento (senza lode), ottenuto da una mia compagna di classe. In generale devo dire che i voti ottenuti dalla mia classe rispecchiano l'andamento di ognuno nel corso dei cinque anni, anche se l'esame di maturità è sempre un'incognita».
Nel tuo caso, però, ha rappresentato una conferma Con 15/15 in tutte le prove.
« Le prove mi sono piaciute molto: come tema ho scelto il saggio breve sul rapporto tra individuo e società di massa, un argomento che trova ampio spazio nella mia cultura letteraria; per la versione di latino, invece, è uscito Quintiliano.
«A parte la lunghezza e qualche difficoltà nell'interpretazione lessicale, la versione era fattibile.
«Per la tesina, invece, ho scelto di partire dalla poesia di Thomas Stearns Eliot, “Rapsodia su una notte di vento”: di qui mi sono collegata a storia dell'arte, filosofia e storia. In particolare ho potuto raccontare la mia esperienza col treno della Memoria ad Auschwitz: un viaggio straordinario, emozionante e doloroso allo stesso tempo. È stato un po' come ripercorrere le orme del mio impegno e tracciare i confini della mia sensibilità».
A cosa ti riferisci?
«Sono sempre stata molto sensibile al tema della memoria, in particolare per quanto riguarda le vittime del nazifascismo. Ho un legame particolare con Sant'Anna di Stazzema e questo mio interesse cerco di estenderlo in tutto quello che faccio. Ad esempio con alcuni miei amici, Gioele Piccinno, Felicity Lucchesi e Filippo Brandani, abbiamo creato un gruppo, ShamRock, e siamo arrivati quarti nel concorso dell'Anpi di Monza e Brianza, con il brano “Canzone a Sant'Anna”. ShamRock significa trifoglio, ma anche rock fasullo. Sant'Anna di Stazzema e il tema della memoria, poi, hanno rappresentato l'argomento principale di molte mie poesie».
Da quando scrivi poesie? «Dalle scuole medie: è sempre stata una mia passione, mi piacerebbe continuare.
«Nel corso del 2008 ho anche vinto un concorso a livello nazionale nella sezione giovani».
E per il futuro?
«A breve mi metterò a studiare per il test di ammissione alla facoltà di Medicina. L'idea di fare il medico mi piace molto, perché mi permetterebbe di restare sempre in contatto con le persone, di avere un confronto costante.
«Mi piacerebbe intraprendere la strada della neurologia e della ricerca: mi vedo per un periodo di studio all'estero, ma sempre con l'obiettivo di tornare in Italia. Bisogna ripartire dal nostro paese e ripartire da noi giovani».
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