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Il dolore di chi conosceva il grande “Scion”

Il dolore di chi conosceva il grande “Scion”

Una vita con tante passioni, a partire dal calcio: così viene ricordato sui social network

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LUCCA. Sean (o Scion, come lo chiamavano in tanti) non era un tipo da passare inosservato. La sua voglia di vivere contagiosa, le foto scherzose, l’allegria sono il tessuto comune che unisce i tanti che l’hanno conosciuto.

Sean, e la sua famiglia, pur non essendo originari di Lucca stavano riuscendo a integrarsi nella comunità. Lo dimostrano i fatti, anche quelli più piccoli. La scuola, e poi il calcio, una delle passioni di questo ragazzo: dotato di buona stoffa, aveva indossato per anni le maglie dell’Atletico Lucca prima e della Fortis poi. Anzi, proprio quando militava nella Fortis aveva avuto la soddisfazione di essere convocato per il “Trofeo delle province”, categorie giovanissimi.

Sean aveva una fidanzata, Alessia, che presto aveva in programma di sposare. E ieri, sul profilo Facebook di Alessia, spiccava una bellissima foto di loro due, vicini e sorridenti.

Come sempre più spesso avviene, proprio le bacheche di Facebook diventano il luogo del dolore condiviso di chi conosceva qualcuno che se n’è andato troppo presto.

C’è chi, come Valentina, riporta alla memoria un aneddoto divertente: «Mi ricordo quando ti ho visto e mi hai detto sei ingrassata e poi mi fai “che te ne frega, vuol dire che stai bene”».

Chiara, invece, ha il rimpianto di un appuntamento che non si potrà mai più avverare: «Non riesco ancora a realizzare tutto questo. Vedi, Dio, perché odio litigare con le persona che amo. Perché da un momento all'altro possono sparire. Così . Eppure basta un attimo . Mi prende il freddo a pensare che stamani dovevo andare in piscina insieme a lui e alla sua ragazza. Mi prende male pensare che sia morto così».

C’è anche chi se la prende con l’amico che avrebbe causato l’incidente mortale, ma soprattutto si trovano post di dolore e rimpianto per l’amico scomparso. «Sai, tu con il tuo modo di fare il tuo carattere. Erano cosi speciali, che non ti rendevi conto di quanto entravi nel cuore delle persone. Chi ti ha conosciuto ti ricorderà per la splendida persona che sei», scrive Susan.

E Gioelia, quasi a esorcizzare la perdita, compone un suo “Inno alla vita”.(l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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