La manifestazione
Giovane morto, indagato l’amico
L’ipotesi è che lo scooterone del 21enne Sean Bianchi sia stato urtato dal mezzo di un 32enne che si trovava con lui
LUCCA. Un giovane denunciato dalla polizia municipale e indagato per omicidio colposo, una perizia disposta dalla Procura, la ricerca di testimoni per stabilire la dinamica, il dubbio che si stesse svolgendo una sorta di competizione tra scooteroni. Ci sono molti fronti aperti nell’inchiesta sulla morte di Sean Bianchi, il nomade di 21 anni che abitava a Saltocchio vittima dell’incidente avvenuto poco prima delle 23 di martedì a San Vito. Sbandato, è finito contro un palo della luce ed è praticamente deceduto sul colpo.
La dinamica. Bianchi era in sella al suo Piaggio 500 e proveniva dalla Ss Annunziata - per intendersi, dalla zona della gelateria Angiolino - ed era diretto verso la via Pesciatina. In via delle Pierone, sulla propria Yamaha, un suo amico di 32 anni, residente nella prima periferia cittadina. Forse - ma non è ancora certo - insieme a loro anche un terzo giovane, sempre alla guida di uno scooter. Da accertare la condotta di guida dei giovani: stavano facendo una sorta di competizione? Lo dirà l’inchiesta. La polizia municipale guidata dall’ispettore Eugenio Donati ha raccolto tutti gli elementi possibili, ma cerca anche eventuali testimoni oculari che possano aiutare a ricostruire l’incidente.
Per ora sembra che i due mezzi si siano toccati lungo via delle Pierone: tra le ipotesi (negata però dall’indagato) quella che la Yamaha abbia agganxiato lo scooterone Piaggio. Si parla anche di un’impennata fatta dal guidatore della Yamaha, manovra vietata ma che sarebbe precedente all’impatto tra i due mezzi, ieri mattina sequestrati su disposizione del sostituto procuratore Piero Capizzoto che coordina l’inchiesta. Un urto che avrebbe fatto perdere il controllo a Bianchi, finito diritto contro un palo dell’Enel: un impatto violentissimo, tale da provocargli lesioni mortali mentre lo scooterone si è schiantato contro la recinzione del giardino di una casa dopo uno volto di non meno di 20 metri. L’amico ora indagato sull’istante non si sarebbe accorto di nulla e avrebbe proseguito la sua corsa: solo dopo aver guardato nello specchietto retrovisore e non vedendo più Bianchi si sarebbe fermato per poi tornare indietro.
Le perizie. Il dottor Capizzoto assegnerà nei prossimi giorni una consulenza tecnica a un perito di sua fiducia che dovrà mettere importanti punti fermi. Dovrà stabilire la velocità dei mezzi coinvolti nell’incidente, accertare le traiettorie seguite dagli scooteroni, individuare il punto di contatto e chi ha provocato l’urto.
Il sostituto procuratore non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia dal momento che le cause della morte di Bianchi sono evidenti.
La rabbia degli amici. Martedì notte ci sono stati momenti ad alta tensione all’ospedale Campo di Marte dove si erano radunati molti amici di Bianchi decisi a farsi giustizia da soli.
C’è stata la caccia al giovane che era con la vittima al momento dell’incidente ed è stato necessario l’intervento di polizia e carabinieri per riportare la calma. Non è stato facile perché c’era chi aveva perso il controllo e voleva linciare l’amico di Bianchi indicandolo come responsabile dell’incidente per aver eseguito una manovra azzardata.
La rabbia è esplosa quando è arrivato l’annuncio del decesso. Non ci sono comunque denunce a carico di nessuno.
Il funerale. L’ultimo saluto a Sean ci sarà domani. Il corteo funebre muoverà alle 15 dall’obitorio e alle 15,30 sarà celebrata la messa nella chiesa parrocchiale di Saltocchio.
La famiglia. Sean Bianchi, nato ad Aprilia il 7 gennaio 1992, da qualche tempo abitava a Saltocchio in via Nazionale in una casa popolare messa a disposizione dall’amministrazione comunale. Viveva con la madre Gloria Bellinati di 46 anni e con il padre Giulio di 44. La famiglia aveva vissuto nel campo nomadi di via delle Tagliate, ma aveva poi preferito allontanarsi .
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