Il Tirreno

Lucca

Contrordine, i campi non si smontano

di Luca Dini
Contrordine, i campi non si smontano

La decisione dopo le scosse di ieri. Le strutture si riempiono alla sera di persone che non vogliono dormire nelle case

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MINUCCIANO. Sospeso il piano di dismissione dei campi per l’emergenza terremoto. La decisione è stata presa ieri mattina dopo le nuove scosse: in particolare quella dell’1,31 nella notte tra lunedì e martedì di magnitudo 3.5 seguita poi in piena mattinata da altre quattro tra il 2.5 e 3.1. E così sembra destinare a continuare la vita “sospesa” di decine di famiglie che dividono la loro esistenza fra la casa (per chi non l’ha inagibile) e i campi, che la sera e la notte si rianimano.

Ieri, a Pieve Fosciana, era presente anche il commissario per l’emergenza, Giovanni Menduni che ha fatto il punto della situazione con Prefetto, Sindaci e Provincia. Giovanni Menduni è l’uomo della gestione dei soldi dell’emergenza, uomo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che ha fatto il punto sulle procedure e confrontato con i sindaci sulle problematiche.

Entro 10 giorni sarà stilato un piano dettagliato per i costi dell’emergenza. Emergenza che purtroppo sembra proseguire perché le scosse di ieri (oltre a quella di magnitudo 3.5 nella notte, altre, di grado inferiore, sono state avvertite nella mattinata) hanno fatto tornare un po’ di apprensione sia in Garfagnana che in Lunigiana: «Abbiamo immediatamente sospeso il piano di dismissione dei campi – dice Mario Puppa, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana – per fortuna anche questi nuovi terremoti non hanno provocato danni. Ma ci aspettiamo più persone nei centri assistenza dopo che i numeri erano notevolmente calati». Da circa 700 si era passati a poco più di un centinaio di persone.

Campi che ormai sono deserti nell’arco della giornata e si ripopolano a sera per la cena e per dormire nelle tende. Ma come funziona la vita per chi è costretto, o vuole, dormire in queste strutture? «A Gramolazzo c’è la cucina da campo, a Piazza al Serchio si utilizza quella del campo sportivo – spiega Puppa –. passati i primi giorni, le persone hanno cercato varie sistemazioni e molte hanno cominciato a tornare solo alla sera. Non dorme nei campi solo chi è costretto fuori dalla propria abitazione perché inagibile, ma anche chi ha paura. Specie chi vive nei centri storici e non si fida della propria abitazione, senza considerare che dai nostri numeri su ricoveri manca chi ha passato le prime notte in auto o chi si è rifugiato e tutt’ora sta dai parenti e, visto il periodo, anche molti che hanno anticipato o sono andati in vacanza».

Anche se le ultime scosse sono state inferiori a quelle dei giorni scorsi, basta poco per riaccendere la paura nella gente e per tornare ad uno stato di serenità assoluta servirebbe un “silenzio” dei sismografi che fino ad oggi non c’è mai stato e il sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia resta il più visitato in tutta la Garfagnana: «Ma c’è una grossa ed importate differenza rispetto al terremoto dello scorso 21 giugno – chiude Puppa – oggi siamo pronti, siamo attivi 24 ore su 24. Il centro di Pieve Fosciana è sempre aperto, i campi allestiti ed anche i verificatori sono sul territorio. Questo deve dare sicurezza in un momento comunque complicato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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