Sicurezza
Contrordine, i campi non si smontano
La decisione dopo le scosse di ieri. Le strutture si riempiono alla sera di persone che non vogliono dormire nelle case
MINUCCIANO. Sospeso il piano di dismissione dei campi per l’emergenza terremoto. La decisione è stata presa ieri mattina dopo le nuove scosse: in particolare quella dell’1,31 nella notte tra lunedì e martedì di magnitudo 3.5 seguita poi in piena mattinata da altre quattro tra il 2.5 e 3.1. E così sembra destinare a continuare la vita “sospesa” di decine di famiglie che dividono la loro esistenza fra la casa (per chi non l’ha inagibile) e i campi, che la sera e la notte si rianimano.
Ieri, a Pieve Fosciana, era presente anche il commissario per l’emergenza, Giovanni Menduni che ha fatto il punto della situazione con Prefetto, Sindaci e Provincia. Giovanni Menduni è l’uomo della gestione dei soldi dell’emergenza, uomo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che ha fatto il punto sulle procedure e confrontato con i sindaci sulle problematiche.
Entro 10 giorni sarà stilato un piano dettagliato per i costi dell’emergenza. Emergenza che purtroppo sembra proseguire perché le scosse di ieri (oltre a quella di magnitudo 3.5 nella notte, altre, di grado inferiore, sono state avvertite nella mattinata) hanno fatto tornare un po’ di apprensione sia in Garfagnana che in Lunigiana: «Abbiamo immediatamente sospeso il piano di dismissione dei campi – dice Mario Puppa, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana – per fortuna anche questi nuovi terremoti non hanno provocato danni. Ma ci aspettiamo più persone nei centri assistenza dopo che i numeri erano notevolmente calati». Da circa 700 si era passati a poco più di un centinaio di persone.
Campi che ormai sono deserti nell’arco della giornata e si ripopolano a sera per la cena e per dormire nelle tende. Ma come funziona la vita per chi è costretto, o vuole, dormire in queste strutture? «A Gramolazzo c’è la cucina da campo, a Piazza al Serchio si utilizza quella del campo sportivo – spiega Puppa –. passati i primi giorni, le persone hanno cercato varie sistemazioni e molte hanno cominciato a tornare solo alla sera. Non dorme nei campi solo chi è costretto fuori dalla propria abitazione perché inagibile, ma anche chi ha paura. Specie chi vive nei centri storici e non si fida della propria abitazione, senza considerare che dai nostri numeri su ricoveri manca chi ha passato le prime notte in auto o chi si è rifugiato e tutt’ora sta dai parenti e, visto il periodo, anche molti che hanno anticipato o sono andati in vacanza».
Anche se le ultime scosse sono state inferiori a quelle dei giorni scorsi, basta poco per riaccendere la paura nella gente e per tornare ad uno stato di serenità assoluta servirebbe un “silenzio” dei sismografi che fino ad oggi non c’è mai stato e il sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia resta il più visitato in tutta la Garfagnana: «Ma c’è una grossa ed importate differenza rispetto al terremoto dello scorso 21 giugno – chiude Puppa – oggi siamo pronti, siamo attivi 24 ore su 24. Il centro di Pieve Fosciana è sempre aperto, i campi allestiti ed anche i verificatori sono sul territorio. Questo deve dare sicurezza in un momento comunque complicato».
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