Il Tirreno

Lucca

Cento posti di lavoro sono a rischio alla Fabio Perini

Cento posti di lavoro sono a rischio alla Fabio Perini

La direzione ha annunciato un piano di riorganizzazione Il sindacato non ci sta e annuncia otto ore di sciopero

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una previsione di cento esuberi alla Perini di Mugnano, azienda leader a livello mondiale nella produzione di macchinari per la lavorazione della carta, con 539 addetti. Il piano di ristrutturazione è stato annunciato ieri mattina nel corso di un incontro tra la direzione Perini di Lucca, la Rsu e le organizzazioni sindacali. All’origine della decisione, problemi relativi a calo di fatturato, calo di ordini e un mercato che si è progressivamente contratto nel corso degli ultimi mesi. Le avvisaglie della crisi che, secondo l’azienda, rende necessaria una diminuzione dei costi, si erano avute già negli ultimi mesi, quando - a più riprese - Perini ha fatto ricorso alla cassa integrazione.

«La direzione di Perini ci ha comunicato che è intenzionata a procedere a un piano di ristrutturazione per essere più efficiente perché la struttura attuale non è più sostenibile per garantire un futuro a Lucca - dice il segretario provinciale delle Fiom Massimo Braccini -. Il piano verrà illustrato nei prossimi incontri sindacali; prevede accorpamenti di uffici, cosa che determina esuberi di personale, la cessione di un ramo d’azienda di un reparto ad una nuova società - le macchine utensili, dove ad oggi sono occupati 24 dipendenti - e una nuova organizzazione del lavoro. Questo piano, oltre a una serie di azioni, prevede però un centinaio di esuberi di personale, cosa che riteniamo ingiusta e inaccettabile».

«Sapevamo da tempo - aggiunge il sindacalista - che l’azienda viveva una fase di incertezza e osservavamo con particolare attenzione la situazione, ma neanche i buoni risultati dell’ultima fiera e i prodotti innovativi che sono stati presentati e, ci risulta venduti, hanno evitato dal far astenere l’azienda dall’annunciare un piano così drastico e pesante».

L’azienda non ha finora aperto procedure di licenziamento collettivo e «ci ha comunicato - aggiunge Braccini - che intende gestire con il sindacato questa difficile fase e trovare soluzioni e accordi».

«Come Fiom Cgil - conclude - abbiamo invitato la Perini a rivedere il piano e ad astenersi dal portare avanti procedure formali, cosa che si sono detti disponibili a fare. E nello stesso tempo individuare specifiche soluzioni condivise complessive e di prospettiva, in modo da dare sicurezza e garanzie ai lavoratori, visto che l’azienda ha grandi potenzialità e condizioni per tornare ad essere competitiva, mettendo in evidenza che vi sono tutti gli strumenti per accompagnare anche una fase di flessione produttiva e strutturale senza mettere in discussione nessun posto di lavoro».

Il sindacato ha chiesto anche uno «specifico piano industriale volto al rilancio dell’azienda Perini fatto di investimenti di prodotto, processo, ricerca e innovazione in modo da impegnare e garantire il futuro negli anni dell’attività Perini a Lucca». L’assemblea dei lavoratori Perini, dopo l’incontro sindacale, ha proclamato stato di agitazione sindacale, sciopero degli straordinari e un pacchetto di 8 ore di sciopero. Incontri con l’azienda in agenda la prossima settimana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web