Sicurezza
Terremoto, centotrenta persone ancora nei campi
Le strutture saranno chiuse entro lunedì prossimo Verifiche quasi terminate: finora sono 182 gli edifici inagibili
MINUCCIANO. Presto i campi verranno chiusi, anche se le attrezzature rimarranno in zona, e le verifiche di Vigili del Fuoco e Genio Civile stanno volgendo al termine: i primi saranno dismessi entro il 15 luglio, le seconde termineranno oggi, massimo domani.
Si prova quindi a tornare alla normalità in alta Garfagnana e Lunigiana. Lo si fa nonostante in quelle zone il terremoto si faccia ancora sentire, da 16 giorni a questa parte.
Scosse piccole che in altre situazioni sarebbero percepite a fatica e che oggi vengono invece avvertite da una popolazione ormai sensibilissima: due da 2 ieri, una da 2.3 domenica e sabato le più forti, 2.4 e 2.7 all’interno di uno sciame comunque in diminuzione sia come intensità che come frequenza.
Oramai restano solo 76 verifiche da svolgere su un totale di 957 richieste. Il lavoro delle squadre sta dunque volgendo al termine con 182 fabbricati dichiarati inagibili a Minucciano, Giuncugnano, Sillano e Piazza al Serchio, i comuni più colpiti, ma non solo: sfollate sei famiglie anche a Castelnuovo e case inagibili anche a Gallicano e negli altri comuni della bassa Garfagnana. Il sisma, insomma (sommandosi anche agli effetti del terremoto dello scorso gennaio) ha lasciato segni in tutta la zona.
E sono ancora tante le persone che non possono o non vogliono passare la notte in casa: domenica notte sono state 130 le persone che hanno dormito nei due campi attivi di Gramolazzo e Pugliano. «Abbiamo iniziato a programmare un piano di rientro - dice Mario Puppa, presidente dell'Unione dei Comuni della Garfagnana - la chiusura definitiva è prevista per la prossima settimana, entro il 15 luglio. Le attrezzature però resteranno qui».
A conferma della volontà, già espressa dopo il sisma di gennaio di creare un apposito magazzino in Garfagnana, per evitare le difficoltà che si sono avute nei primi giorni per reperire lettini e brande.
Puppa fa anche il punto sui diversi casi di inagibilità dei fabbricati: «Sono molte le famiglie costrette fuori dalle loro abitazioni e che dovranno essere aiutate anche nei prossimi mesi - le verifiche non si sono mai fermate e sono aumentate col passare dei giorni».
Per questo si attende sempre di conoscere l'entità dell'impegno dello Stato per supportare chi sarà costretto a gravare alloggi provvisori e quindi a ricostruire.
Intanto, una nuova mappa della pericolosità sismica dell'Appennino tosco-emiliano è stata presentata a Bologna: per quasi tutti i comuni della Garfagnana, e in generale della provincia, è stato accresciuto il rischio sismico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google