Il Tirreno

Lucca

Centrali di S. Marco attive a pieno regime già da settembre

di Barbara Antoni
Centrali di S. Marco attive a pieno regime già da settembre

Produrranno fino a 6milioni 400mila chilowattora l’anno Nessuno stop dai rilievi di Arpat, «solo un report tecnico»

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LUCCA. A settembre le due centrali a biomasse di San Marco prenderanno definitivamente il via. Entreranno a regime per produrre fino a un massimo di 800 chilowattora per 8mila ore l’anno (6milioni 400mila chilowattora annui totali), in base all’autorizzazione prevista e saranno alimentate con olii vegetali puri. «Le centrali - spiega l’ingegner Giuseppe Fabbri, responsabile dei due impianti che fanno capo alle società Romea Import export srl e Dispensa Gourmet srl - sono già allacciate alla rete di Terna», a cui in pratica venderanno l’energia prodotta.

Il report di Arpat relativo ai sopralluoghi eseguiti sull’impianto di Dispensa Gourmet, che hanno evidenziato superamenti di emissioni (di ammoniaca e carbonio organico totale) oltre i limiti consentiti ed emissioni al limite per quanto riguarda le polveri non inficerà quindi la tabella di marcia che le società si sono date. Anche perché, come fa notare lo stesso ingegner Fabbri, la relazione di Arpat non giunge a conclusioni definite («si ritiene di poter affermare che esistono forti dubbi riguardo il fatto che le determinazioni effettuate nelle due marce controllate siano effettivamente rappresentative delle condizioni di regime degli impianti.Non è inoltre possibile stabilire con certezza che i limiti emissivi prescritti siano effettivamente rispettati», recita la parte finale del report).

«Da Arpat - continua il responsabile delle due centrali situate in via della Canovetta nel quartiere di San Marco - non abbiamo avuto alcun tipo di comunicazione formale. Quello che è stato diffuso è un report tecnico eseguito in due occasioni durante una marcia controllata che si fa proprio per mettere a punto l’impianto. Anche se Arpat non ci ha indicato di ripeterle, lo faremo di nostra iniziativa, sono procedure che ci servono per tarare le macchine».

E, sempre Fabbri, aggiunge che«i risultati del report rientrano perfettamente in quello che ci attendevamo. Continuiamo con le marce controllate perché oltre che per una questione etica dobbiamo essere certi che quando l’impianto sarà in marcia non ci siano scostamenti dai parametri previsti».

Le due centrali sono state avviate per la prima volta l’11 luglio del 2012. Da allora sono iniziate le marce controllate, ovvero i periodi di accensione di prova che hanno fatto subito scattare le proteste dei residenti nelle immediate vicinanze, che hanno reclamato per maleodoranze e irritazioni agli occhi e alla gola dovuti alle sostanze emesse nell’aria dalle centrali.

Come annunciato lo scorso aprile, nel mese di agosto le centrali saranno spente, per evitare che col caldo si possano creare più facilmente eventuali maleodoranze.

Nel frattempo si va avanti con le prove. «Abbiamo necessità di spegnimenti e accensioni continue - continua l’ingegner Fabbri -: ci serve a tarare meglio l’urea, la sostanza che abbatte l’ossido di carbonio».

Proprio il continuo alternarsi di accensioni e spegnimenti riceve un’ulteriore contestazione da parte del comitato Ambiente e Futuro, secondo il quale «sui due impianti occorre mettere la parola “fine”. Anche il report di Arpat relativo all’impianto di Romea evidenzia gli stessi problemi legati alla capacità inquinante di ammoniaca, carbonio totale e polveri sottili. E Arpat fa notare che l’inquinamento sia causato da continue accensioni e spegnimenti dei due impianti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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