La manifestazione
Niente musica prima dei concerti
Il consorzio SCF vuole ulteriori soldi, l’organizzazione rinuncia
LUCCA. Niente musica di sottofondo suonata o diffusa prima dei concerti.
Un silenzio che il pubblico ha subito percepito prima di salutare l'ingresso sul palco di Diana Krall, rimanendo sorpreso.
Un cambiamento dovuto al fatto che il consorzio fonografico SCF ha chiesto per diffondere brani musicali prima e dopo i concerti ulteriori corrispettivi rispetto ai soliti diritti d’autore Siae e gli organizzatori non hanno ritenuto né giustificata né legittima questa richiesta, poiché questo “balzello” andrebbe a gravare sui costi dei biglietti.
«Preferiamo sopportare il prezzo del silenzio, confidando nel fatto che il senso di questa protesta sia compreso da tutti voi, nel cui interesse è combattuta».
Così è scritto sui cartelli esposti in piazza Napoleone che avvisavano il pubblico di questa novità che certamente non contribuisce a creare un'atmosfera di festa soprattutto prima del concerto durante l'attesa che precede l'ingresso della star sul palco.
Una tassa contestata apertamente dal patron del festival Mimmo D'Alessandro.
E che tra l'altro devono pagare anche gli esercenti e le attività commerciali.
Costituito nel 200, il consorzio SCF è oggi composto da case discografiche major e indipendenti e attualmente tutela i diritti discografici di oltre 300 imprese, rappresentative di larga parte del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia (circa il 94% del mercato).
Attraverso il rilascio di un’unica licenza, SCF consente agli utilizzatori di diffondere in pubblico il repertorio musicale di tutte le case discografiche rappresentate dal consorzio, nel rispetto di quanto stabilito per legge. (n.n.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
