Sicurezza
Carmine, il tetto si rifà ex novo in rame
Occorrono 150mila euro. Il Comune chiede alle fondazioni di partecipare alla spesa. Obiettivo: lavori ok a primavera 2014
LUCCA. Un tetto leggero, con molte probabilità da realizzarsi in materiale di rame, come intervento prioritario per ricominciare a pensare il recupero del mercato del Carmine. Questa l’indicazione, della quale la definitiva conferma - legata al reperimento dei soldi necessari per l’intervento - si avrà entro la fine del mese. Con l’ok potrà partire l’iter per l’esecuzione dei lavori, e per la primavera del 2014, intanto una parte del mercato più antico della città, situato nel cuore del suo centro storico - quella del chiostro, appunto - potrà finalmente essere destinata a nuovi utilizzi.
Dopo tante verifiche e valutazioni, i tecnici del Comune incaricati di verificare quale fosse il migliore intervento per il tetto del Carmine bucato e logoro, la decisione è quella di rifarlo ex novo. Provvedere soltanto con interventi parziali, del resto, avrebbe comportato comunque una spesa di svariate decine di migliaia di euro per i ponteggi, la stessa necessaria per fare un intervento definitivo.
Il rifacimento del tetto comporterà complessivamente una spesa di centocinquantamila euro. Per il reperimento dei fondi, l’amministrazione ha presentato una serie di richieste a più enti, comprese le fondazioni cittadine. Se arriveranno risposte positive, sulle quali si confida, i lavori potranno partire.
«Per il Carmine vogliamo fare un intervento radicale - dice il sindaco Alessandro Tambellini -. Il riutilizzo del mercato, dopo la restituzione del complesso conventuale del San Francesco alla città, costituisce, insieme al Piuss, la priorità della nostra agenda di lavoro. Sul Carmine puntiamo, è uno dei nostri obiettivi forti».
La copertura attuale del chiostro risale a circa sessanta anni fa. Non risulta realizzata in travi e tegoli ma in lastre di materiale tipo eternit la cui rimozione comporterebbe, come di norma, una serie di operazioni di bonifica secondo i termini di legge.
Il progetto già realizzato per una nuova copertura indica come materiale più adatto il rame, con una controsoffittatura dello stesso materiale. In questo senso sta lavorando l’amministrazione comunale. L’auspicio dell’assessore al commercio Giovanni Lemucchi è che «nella primavera del 2014 il chiostro del Carmine possa finalmente essere utilizzato».
Di progetti in ballo per il chiostro del Carmine infatti ce ne sono molti. Dal mercato di filiera corta da realizzarsi in alcuni giorni della settimana dentro il chiostro, con prodotti tipici delle colture e della rete agroalimentare della zona, al recupero dei fondi intorno al chiostro per destinarli a nuovi negozi o esposizioni.
Artefice del primo progetto, poi condiviso dal Comune, è un tavolo di lavoro nato in seno a Confcommercio con la partecipazione di Confartigianato e di altre associazioni delle categorie lucchesi. Il piano è già realizzato; poteva essere già attuato se il tetto non si fosse rovinato e non avesse evidenziato tutta una serie di buchi.
Il recupero dei fondi nasce invece da un’idea del Comune. Tanti dei fondi intorno al perimetro del chiostro oggi sono vuoti, dismessi. Si tratterebbe di ritinteggiarli e controllare l’adeguamento degli impianti, dopodiché potrebbero essere occupati da nuove attività.
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