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Tanta gente per l’incontro con Gianfelice Facchetti

BAGNI DI LUCCA. Una bella serata e tanto pubblico, per parlare insieme di calcio e per ricordare un grande campione, dentro e fuori dal manto erboso. È stata quella di venerdì sera in piazza Varraud...

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BAGNI DI LUCCA. Una bella serata e tanto pubblico, per parlare insieme di calcio e per ricordare un grande campione, dentro e fuori dal manto erboso. È stata quella di venerdì sera in piazza Varraud a Bagni di Lucca, dove è stato presentato il libro di Gianfelice Facchetti “Se no che gente saremmo”: era presente l’autore, figlio del grande Giacinto capitano dell’Inter degli anni Sessanta. Facchetti jr. è stato intervistato dai giornalisti Luca Troncetti del Tirreno e Marco Nicoli della Nazione.

Al centro del dibattito - così come si trova al centro del libro - la figura del grande giocatore nerazzurro. Facchetti, per tantissimi anni anche alfiere della nazionale azzurra, è stato ricordato innanzitutto dal punto di vista tecnico: un terzino, sì, ma in grado di segnare tantissimi gol. Rompendo, così, con gli schemi classici del catenaccio imperante all’epoca nel campionato italiano.

Ma Facchetti è stato anche un importante dirigente della squadra di Massimo Moratti. E proprio su questo lato della vita di suo padre Gianfelice Facchetti ha voluto soffermarsi, spiegando come, in fondo, anche nei palazzi della Lega l’ex terzino cercasse di far saltare gli schemi di un calcio dove molte squadre facevano cartello per accaparrarsi favori e vincere in modo poco pulito.

C’è stato spazio anche per qualche domanda di attualità: Facchetti non si è detto spaventato all’idea di un passaggio di mano della proprietà dell’Inter, soprattutto se chi ha interesse a fare l’investimento lo farà in maniera pulita.

Facchetti ha poi parlato del suo prossimo libro, un progetto che coinvolgerà il commissario tecnico della nazionale Cesare Prandelli e i detenuti del carcere di Monza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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