Finanza
Su il sipario, l’ex convento rivive
Mille persone all’inaugurazione. Il ministro Carrozza assicura il sostegno del governo a Imt, Rossi quello della Regione
LUCCA. «Imt è un simbolo di ricerca e alta formazione, un esempio in cui il governo Letta crede. La nostra azione sarà sempre intrecciata con Lucca e Imt, dobbiamo lavorare insieme per far crescere questa comunità accademica che forma grandi menti. Solo con un sistema di istruzione superiore il paese può crescere». Le parole del ministro dell’Istruzione e della ricerca Maria Chiara Carrozza risuonano chiare nella chiesa di San Francesco che profuma e riluce di nuovo a dispetto dei quasi mille anni di età. Il 6 luglio 2013, per Lucca, è una data che cambia la storia, perché vede tornare a nuova vita un complesso di valore inestimabile - oltre 16mila metri quadrati, fra convento, chiesa, loggiati e verde - grazie a un investimento di 48 milioni della Fondazione Cassa di Risparmio. E per la nuova vita del San Francesco, destinato a ospitare il campus, la fucina di studio e ricerca della scuola di alti studi di economia e tecnologia con sede in San Ponziano, forte e diffuso è il senso di unione oltre che di commozione. Ottocento e più persone assistono in silenzio all’inaugurazione nella chiesa; fuori, nelle sedie davanti al maxischermo, cittadini e turisti si fermano per assistere a un momento unico per la città, che ritrova una parte di sé, del suo passato, e la trasforma in trampolino verso traguardi ambiziosi.
Non solo il ministro Carrozza sposa le istanze per il futuro di Imt e della città. Il governatore regionale Enrico Rossi ammette che con questo recupero «potrà crescere la connessione di Lucca e della Toscana con il resto del mondo. La Regione è a supporto della vostra iniziativa, pronta a dare una mano, a fare la sua parte quando le sarà richiesto. Leggo la vostra iniziativa come un punto, un segnale che va contro la crisi. E anche dal punto di vista urbanistico, il recupero dentro la città è una delle linee guida su cui vogliamo lavorare in tutta la Toscana».
Anche il vescovo Italo Castellani, da Roma dove si trova su chiamata di Papa Francesco, fa arrivare il suo saluto e il suo augurio a Lucca e a Imt. Lo fa con una missiva letta da monsignor Michelangelo Giannotti in cui sottolinea che «questo antico e bellissimo convento, già centro di cultura abitato da novizi, oggi, grazie ai giovani che lo popoleranno, acquista un potenziale straordinario».
«Il recupero è un valore in sé - dice il sindaco Alessandro Tambellini - indipendentemente dall’uso che se ne farà. Averlo è importante per la funzione di comunità. Questo - ribadisce - è un recupero che guarda all’Europa. E ci auguriamo che l’Europa guarderà a noi».
Anche il presidente della Provincia Stefano Baccelli enfatizza il ruolo del San Francesco come «spazio di tutta la città, con una prospettiva aperta. Un luogo di fruizione cittadina e di studio che possa essere usato in scala più ampia di quella provinciale o comunale».
Per Imt, dopo l’iniziale saluto del direttore Alberto Bemporad, il professor Fabio Pammolli (già alla guida dell’istituto) insiste sul fatto che «oggi si realizza un evento di rottura nella continuità di spazio e tempo di Imt. Per la scuole si chiude una fase e se ne apre una nuova. Lucca ha investito nella scuola e a questo impegno deve corrispondere la certezza dell’impegno dello Stato. Questo - conclude - è un luogo di promozione di mobilità sociale, non di privilegi».
Non ultimo il senatore Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura del Senato. Un intervento energico, in cui sottolinea tutti gli sforzi fatti dalla Fondazione Crl per la città e anche l’impegno di collaborazione assunto dal ministro Carrozza. «Ci aspetta un futuro - dice Marcucci - in cui Lucca avrà voce in capitolo, e lo dobbiamo a una serie di azioni mirate a valorizzare i giovani cervelli».
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