Sicurezza
Effetti del terremoto, chiesa di S. Giovanni chiusa per danni
Il festival musicale “Puccini e la sua Lucca” spostato nell’Oratorio di San Giuseppe e nella chiesa dei Servi
LUCCA. Chiusa la chiesa di San Giovanni dopo che un sopralluogo nel solaio ha permesso di verificare che le fessurazioni presenti non consentono di supportare il “carico di esercizio” previsto per ambienti che ospitino persone. Ora partiranno controlli ancora più approfonditi per appurare la portata del danno, dovuto con tutta probabilità alle recenti scosse di terremoto. Nell'esprimere un profondo rammarico, don Mauro Lucchesi presidente dell’ente chiesa Cattedrale San Martino assicura l’impegno a ristabilire tutte le condizioni di sicurezza indispensabili per ripristinare le possibili funzioni della chiesa.
La chiesa di San Giovanni ha un duplice utilizzo: museo (l’area archeologica è aperta al pubblico dal 1992) e sede dei concerti del festival “Puccini e la sua Lucca” che si svolge ogni giorno (fatte poche eccezioni). Da ieri S. Giovanni non più utilizzabile e gli appuntamenti musicali vengono spostati nell’Oratorio di San Giuseppe e - per gli appuntamenti più importanti - nella chiesa dei Servi.
Il patron della manifestazione, Andrea Colombini, è deluso e annuncia che chiederà i danni: 35mila euro. «A me non risultava alcun problema, ma se i tecnici dicono così avranno ragione. Non so. La chiesa resterà chiusa dai 3 ai 5 mesi e il Festival, l’unico che funziona a Lucca e che richiama gente da tutto il mondo (come è certificato anche da Tripadvisor) è stato traslocato in sole 2 ore grazie alla nostra ottima organizzazione. Da noi ogni sera vengono dalle 80 alle 100 persone e il danno sarà rilevante: S. Giovanni ospita fino a 300 persone, l’Oratorio 100 e la chiesa dei Servi 280. Quindi, basta fare due conti. Nella chiesa dei Servi allestiremo i quattro gala di settembre e ottobre, ma certo non è la stessa cosa che lavorare in S. Giovanni, che è una sede ormai nota in tutto il mondo: per pubblicizzarla abbiamo speso 500mila euro. Il contracxolpo economico è immenso, ma non ci ferma anche se abbiamo solo 20mila euro di contributi dal Comune e 45mila dalla Fondazione CrL relativi alla stagione invernale. All’esterno di S. Giovanni conserviamo la biglietteria». (d.c.)
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