Attenzione
E le visite guidate fanno boom
Tanti i lucchesi alla scoperta dei segreti del complesso: «Ma poi resterà aperto, vero?»
LUCCA. A spasso nel tempo, nel cuore del pantheon cittadino restituito alla città. C'è chi si sofferma davanti a un affresco, chi cerca fresco e tranquillità all'ombra del campanile e chi, curioso e affascinato, si divide tra un chiostro e l'altro. Arrivano alla spicciolata, si siedono in chiesa per gustarsi le sequenze del video “Anatomia di un restauro” che racconta le varie fasi dell'imponente opera di ristrutturazione e di recupero del Complesso Conventuale di San Francesco.
Sorridono, domandano, restano increduli e si commuovono. Sono i cittadini lucchesi che per l'intero pomeriggio di ieri hanno vissuto, e ridato vita, all'ex convento, tornato a splendere dopo due anni di lavori ininterrotti. Un flusso continuo e incessante di persone, che hanno voluto vedere con i propri occhi quello che è stato fatto, assaporare, mattone dopo mattone, affresco dopo affresco, tomba dopo tomba, i nove secoli di storia lucchese strappati all'oblio. Un po’ per proteggerci e un po' per ricordarci chi siamo e da dove veniamo. «Entrare qui dentro è stato come tornare a casa – raccontano alcuni cittadini – un mix di pace, splendore e memoria. È davvero un'emozione tornare a vivere questi luoghi». Ci sono gli abitanti del Bastardo e i commercianti di piazza San Francesco. Per loro sì, è stato davvero un po' come tornare a casa: il quartiere popolare della città, dove la fatica del lavoro insieme all'impegno della solidarietà quotidiana hanno tracciato lo spirito e l'ossatura della zona, trova una sua naturale collocazione dentro e intorno al complesso conventuale, vecchia sede del sacrificio francescano.
E c'è Lucca: alcuni cittadini avevano seguito la diretta della cerimonia di inaugurazione da casa, altri erano presenti anche ieri mattina e sono tornati dopo pranzo per visitare gli ambienti. È bastato un attimo e il risultato è stato inaspettato: ieri pomeriggio, infatti, nel giro di poche ore, la chiesa di San Francesco, che nella mattinata aveva ospitato autorità e istituzioni, traboccava di gente. Un passaparola spontaneo, un alternarsi di uomini, donne e bambini. «Questa è la mia chiesa – racconta Franca Cecchiotti – ci venivo anni fa, c'era un frate, che io bonariamente chiamava frate zuccone per la testa grossa, con cui mi confessavo sempre. Ho provato un dispiacere enorme quando è stata chiusa, oggi non potevo mancare». Gli occhi della signora si riempiono di commozione, la voce tentenna. «E' semplicemente bellissimo. Vedi – mentre indica alcuni signori che stanno entrando in Cappella Guinigi – tutti restano a bocca aperta. È stata un'emozione grandissima rivedere la chiesa, i chiostri. Quanti ricordi, quanti anni sono passati». «Ma resterà aperto ai cittadini, vero?» chiedono i visitatori. I camminamenti tra i chiostri e la chiesa, infatti, resteranno a disposizione della città e del comune, che qui potrà realizzarci iniziative pubbliche. Il resto, invece, è destinato a Imt Alti Studi Lucca. «Speriamo che ci organizzino eventi per la città – dice Giuliana Pecchia – mi piacerebbe che i lucchesi continuassero a vivere questi ambienti fantastici e che i chiostri, ad esempio, venissero animati, soprattutto durante l'estate».
Nadia Davini
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