Sicurezza
Borgo a Mozzano-Pescaglia Dai consigli ok alla fusione
Le assemblee convocate 24 ore prima hanno causato malumore fra i banchi delle opposizioni E c’è chi pensa che questa manovra sia solo un modo per permettere a Poggi di ricandidarsi
BORGO A MOZZANO. È iniziato il percorso che dovrà portare in tempi brevi alla fusione degli attuali comuni di Pescaglia e Borgo a Mozzano in un unico comune, che si chiamerà “Comune di Borgo a Mozzano e Pescaglia”. Nella giornata di ieri si sono tenuti i consigli comunali nelle due municipalità, che hanno visto l’approvazione della mozione che ha dato il via all’iter istituzionale che dovrà portare alla fusione.
A Pescaglia a votare a favore è stata solo la maggioranza, mentre l’opposizione ha votavo contro. «Noi non siamo contrari di principio alla fusione – hanno affermato i consiglieri Alessandra Galgani e Massimiliano Bernardini – ma crediamo che sia necessario maggior tempo per poter arrivare a prendere questa decisione. Abbiamo saputo di questo progetto solamente ieri alle 13 (venerdì, ndr) e nemmeno ventiquattrore ore dopo dobbiamo votare in consiglio comunale questa pratica. Chiediamo che venga coinvolta la popolazione, che vengano realizzati degli incontri, dobbiamo conoscere la situazione finanziaria del Comune di Borgo a Mozzano prima di votare e decidere se unirsi oppure no. Non possiamo votare questa pratica senza sapere niente. Perché tutta questa fretta? Il vero obbiettivo è un altro: se la fusione passasse l’attuale sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi il prossimo anno si potrebbe ricandidare come sindaco del comune unico, perché altrimenti avendo già fatto due mandati non si può presentare. E a questo gioco noi non ci stiamo».
Il sindaco Lando Baldassari e il suo vice Sandra Paoli hanno invece difeso questa scelta sostenendo che «Borgo a Mozzano è territorialmente vicino alle nostre frazioni, solo la zona della Val Freddana è più lontana ma cercheremo di rafforzare l’attuale sede distaccata presente a S. Martino in Freddana. Se andrà in porto, con questa fusione avremmo dei risparmi dovuti alla razionalizzazione delle sedi comunali e del personale. Inoltre, sia la Regione che lo Stato finanzieranno il nostro comune con 250mila euro annui per 5 anni mentre dal governo arriveranno 180mila euro annui per 10 anni che andranno nelle spese correnti e quindi saranno impiegati nei trasporti, nel taglio dell’erba, nella neve, nella mensa. Inoltre, per tre anni potremmo non rispettare il patto di stabilità. Un altro vantaggio che avremmo sarà all’interno dell’Unione dei Comuni della Media Valle: in questo modo saremo il comune più grande e quindi conteremo molto di più rispetto ad ora». «Il nostro voto – ha sottolineato il sindaco Baldassari – è una mozione di intenti: nelle prossime settimane faremo degli incontri con Borgo a Mozzano allargati anche alla minoranza per conoscere meglio la situazione e poi incontreremo la popolazione per spiegare loro i vantaggi della fusione. A ottobre però faremo il referendum: saranno direttamente i cittadini ad avere l’ultima parola e decidere se unirsi a Borgo o rimanere da soli. Ma – ha concluso il sindaco – se nelle prossime settimane noi ci accorgeremo che la fusione non è conveniente, allora annulleremo tutto senza bisogno di fare il referendum». Entrambi i consigli comunali sono stati convocati di urgenza venerdì pomeriggio per la giornata di ieri perché le due mozioni approvate devono essere portate martedì mattina in commissione regionale.
Nel pomeriggio il “secondo tempo” con il consiglio comunale a Borgo a Mozzano, convocato anch’esso in fretta e furia. L’assemblea ha dato il via libera con l’astensione dell’opposizione, che ha portato obiezioni simili a quelle dei “colleghi” di Pescaglia.
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