Il Tirreno

Lucca

Bagni di Lucca, allarme rosso per i conti

di Rossana Federighi

Difficile trovare risorse per le manutenzioni. Per costruire la nuova scuola possibile la vendita degli immobili comunali

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BAGNI DI LUCCA. La situazione finanziaria che è stata trovata dalla nuova amministrazione del Comune di Bagni di Lucca è drammatica. Così hanno esordito gli assessori Diego Bacci alle finanze e in seguito Stefano Tintori ai lavori pubblici, nell'assemblea pubblica indetta dal Sindaco nella serata di giovedì scorso al Circolo dei Forestieri.

Questa affermazione non fa altro che confermare quello che la popolazione sapeva ormai da tempo e che in un certo qual modo spiega la difficoltà a reperire fondi anche per manutenzioni e lavori pubblici, o più semplicemente per le asfaltature o il taglio dell'erba. Tutto questo va ricercato nel fatto che sul bilancio del Comune gravano ancora più di 10 milioni di mutui contratti negli anni dal 2002 al 2012 che costano ogni anno 900.000 euro di ammortamento. Situazione che durerà fino al 2025.

«Per ora purtroppo - dice Tintori - si dovranno utilizzare solo soldi comunali considerando che dalla previsione del 2012 anche i trasferimenti dello Stato sono diminuiti di 560.000 euro e che vista la situazione siamo impossibilitati a contrarre altri mutui, come invece usava fare la vecchia amministrazione facendo apparire nel Bilancio anche crediti non riscossi».

«L'unica opportunità di sopravvivenza - spiega il sindaco Betti - è quella di concentrarsi sull'economia turistica sfruttando le ricchezze e la bellezza del territorio, dando un nome e un marchio di qualità che possa attrarre soprattutto gli investitori. Per questo sono stati attivati dei rapporti sia nazionali che internazionali per indirizzare gli eventuali investitori e riuscire ad ottenere una inversione di tendenza». Un altro grave errore del passato, evidenziato dal sindaco è stato quello di restaurare senza però programmarne l'utilizzo. Come ad esempio gli edifici storici legati alle Terme, come il Bagno S. Giovanni, Le Docce Basse e non per ultimo il bel restauro conservativo del Bagno alla Villa, strutturato per utilizzo termale e benessere ma senza uno specifico utilizzo, fatto che rende difficile trovare un gestore.

Da più parti sollecitati a chiarire come l'amministrazione intenda uscire da questa situazione di stallo e se esista un progetto per il futuro, l'attenzione si è incentrata sul lavoro già eseguito che ha permesso di reperire fondi dal Ministero della Pubblica Istruzione per la costruzione della nuova scuola, pari ad un 25% del totale (9milioni800mila euro) a fondo perduto ed altri 500 mila per il Palazzo Comunale. Per quanto riguarda la costruzione della nuova scuola poi, per rispondere a chi chiedeva come si intendesse reperire i fondi mancanti, il sindaco non ha escluso che la quota spettante al Comune derivi dalla vendita di alcuni palazzi storici che fanno parte del fondo immobiliare del Comune, prima fra tutte Villa Fiori che si trova in una situazione di forte degrado.

In conclusione di serata Betti ha anche dichiarato di non essere particolarmente favorevole all'accorpamento dei Comuni, così come da più parti si propone per diminuire le spese, e che in ogni caso esclude quello con Borgo a Mozzano favorendo Coreglia che per situazione montana e storia locale appare a suo parere più affine a Bagni.

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