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Sereni: «La Valle deve ribellarsi sugli ospedali»

BARGA. La storia si ripete, in tutti i sensi. E quando si tratta delle vicende della Valle, l'orologio sembra essersi fermato: «La Valle, intesa come cittadini e istituzioni, deve ribellarsi per far...

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BARGA. La storia si ripete, in tutti i sensi. E quando si tratta delle vicende della Valle, l'orologio sembra essersi fermato: «La Valle, intesa come cittadini e istituzioni, deve ribellarsi per far valere i propri diritti in materia sanitaria. Occorre fare come nel 1905, quando tutti i sindaci del comprensorio marciarono verso il rappresentante della Prefettura e minacciarono le dimissioni se il governo non avesse avviato i tanto auspicati lavori della ferrovia».

E così, dopo le dichiarazioni dell'assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni, in merito alla radicale riorganizzazione degli ospedali periferici inserita nel Piano sanitario regionale, nella Valle cresce l'allarmismo. E Umberto Sereni, ex sindaco di Barga ed ex presidente dell'Articolazione zonale dei sindaci per la sanità, chiama a raccolta cittadini e istituzioni per superare divisioni laceranti che potrebbero penalizzare tutto il territorio: «Questo piano regionale suona le campane a morte per la nostra Valle - afferma Sereni -, smobilitando quanto fatto sinora. È una follia programmata e preparata grazie all'operazione del nuovo ospedale unico. E la Regione ha ragionato come se qui ci fossero due strutture separate, mentre bisogna parlare di un ospedale a due gambe, il San Francesco e il Santa Croce».

L'ex primo cittadino ha sempre fatto dell'unità politica il suo cavallo di battaglia, però i tempi sono cambiati: «In Regione, questa Valle conta poco, e non ha il minimo ascolto nonostante sia rappresentata da due consiglieri regionali e un senatore». La manifestazione di Barga di un mese e mezzo fa ha dimostrato che certi temi sono molto sentiti dalla gente, ma secondo Sereni occorre stavolta ragionare su un territorio vasto: «Visto che per colpa di qualche sciagurato che tre anni fa ha prefigurato l'ospedale unico, la Valle si è spaccata in due. Ora invece, bisogna che i sindaci di Barga e Castelnuovo prendano in mano la situazione assieme al presidente dell'Articolazione zonale, e organizzino una mobilitazione unica. E bisogna fare anche presto, perché si rischia di perdere tutto». A costo di andare all'estremo, come scrisse lo stesso Sereni nel suo libro sulla storia della ferrovia Lucca-Aulla: «Il governo tardava a iniziare i lavori, e la Valle intera si mobilitò per garantirsi il diritto ad avere servizi pubblici importanti. I sindaci si rivoltarono contro il rappresentante del governo, minacciando di dimettersi se non avessero ottenuto risposte certe. Ecco, servirebbe che tutti gli attuali primi cittadini facciano la stessa cosa, per dare un segnale forte di compattezza, per chiedere l'affermazione del diritto all'assistenza».

Sereni lo chiama “patto istituzionale”, ma di fatto occorrono dei passaggi obbligatori, che dovranno interessare anche la Regione.

Nicola Bellanova

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