Sicurezza
Lavori al rallentatore, 15 esercizi sono ko
Scoppia la protesta a Sant’Alessio. Il cantiere per le fogne ostacola l’accesso alle attività: fatturati più che dimezzati
LUCCA. Il fatturato crollato clamorosamente - anche fino al cinquanta per cento o più - tanto da far temere la chiusura delle attività. Quindici commercianti di Sant’Alessio sono seriamente preoccupati per la sopravvivenza dei loro esercizi: in ballo ci sono in tutto da trenta a quaranta posti di lavoro. E il problema, stavolta, non è la crisi ma il ritardo nel completamento dei lavori di allacciamento del tratto di fognatura dell’Oltreserchio che li riguarda. Lavori progettati da Geal partiti il 27 maggio scorso con i migliori propositi: dovevano durare un mese, poi la strada principale di accesso alla frazione - la via provinciale di Sant’Alessio - sarebbe stata liberata dal cantiere, da cartelli e transenne, i veicoli sarebbero potuti tornare a transitare e i clienti a riempire le attività.
Peccato che non sia successo niente di tutto ciò. Perché - come raccontano i titolari dei quindici esercizi (bar trattoria Da me, bar Il Bamboro, Gelateria Lato G, enoteca Bonini, bar ristorante Tambellini, lavanderia Blu, edicola Il Pennino, macelleria Franceschini, panificio da Pierina, floricultura Al Principe, salumificio Massagli, parrucchiera Vanità, distributore 4 Petroli, Conad Sant’Alessio, palestra Ego) la ditta lucchese appaltatrice ha avuto problemi. Il cantiere è stato mantenuto, passato in subappalto a un’impresa pesciatina. Ma i lavori, come spiega Pier Luigi Tambellini, gestore del supermercato Conad dove lavorano venti addetti, sono proseguiti al rallentatore. C’è stato un incontro col sindaco, ed è emersa la possibilità di raddoppiare i turni di lavoro, anche perché sembrava che in parte i problemi della ditta originariamente assegnataria dell’appalto fossero rientrati.
Ma ad oggi, ancora niente è cambiato. E per i commercianti la situazione si è fatta ancora più pesante: la via per Sant’Alessio, ad oggi è transitabile solo in un senso e questo comporta che i pochi veicoli che la percorrono sono impossibilitati a fermarsi. «Per le attività è una catastrofe - dice ancora Tambellini -. La mia è in perdita netta del 20% di fatturato, ma ce ne sono alcune che arrivano all’80. Da qui non passa più nessuno».
Estrema ratio, i commercianti si sono rivolti anche a un legale, non escludendo l’eventualità - se i disagi non saranno risolti in tempi brevi - di chiedere il risarcimento dei danni subiti. «Non vogliamo strumentalizzare la nostra protesta a fini politici - continua il commerciante -, chiediamo soltanto che ci venga garantito il lavoro».
Una vicenda che pesa anche sulla coscienza del sindaco Alessandro Tambellini, e non ne fa mistero. «Se servisse a qualcosa - dice il primo cittadino - mi metterei io a scavare le fosse per le condutture. Ho chiesto a più riprese a Geal che venga approntato il doppio turno per recuperare tempo e finire i lavori. Tra i tanti problemi che si sono verificati c’è stata anche la scoperta di un incastro di tubi dell’acqua, del gas e dei cavi del telefono nel sottofondo stradale».
Problemi che conferma anche Andrea De Caterini, nuovo amministratore delegato di Geal. «Purtroppo - sottolinea quest’ultimo - nel sottofondo abbiamo trovato una situazione tale che l’unica possibilità è scavare a mano per le fognature. E poi fin da subito la ditta assegnataria dell’appalto ha avuto un problema che ha comportato ripercussioni sull’andamento dei lavori. E non si capiva bene cosa la ditta volesse fare. I lavori sono ripresi lunedì con la linea giusta».
Adesso Geal vuole «estendere l’orario di lavoro sul cantiere, compatibilmente al rispetto della quiete pubblica e alle regole che ci sono - continua De Caterini -. La nostra idea è di recuperare tempo lavorando dalle 7 alle 20 o alle 21, stiamo facendo verifiche in merito e ci auguriamo di poter partire con l’orario esteso entro la fine della prossima settimana. Non dipende solo da noi, bisogna vedere se riusciamo a trovare un accordo con l’impresa. Da parte nostra c’è il massimo impegno e disponibilità a risolvere il caso».
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