Il Tirreno

Lucca

Chiostri e un museo: riapre S. Francesco

di Luca Cinotti
Chiostri e un museo: riapre S. Francesco

Visita al grande complesso restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio. L’Imt vi si trasferirà alla metà di settembre

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LUCCA. Sarà come riaprire uno scrigno che in tanti hanno visto, ma che in pochi possono veramente dire di conoscere: stamani, con la cerimonia dell’inaugurazione del “nuovo” complesso di San Francesco la città tornerà a poter apprezzare e utilizzare, almeno in parte, uno dei luoghi più belli del centro. In attesa che - verso la metà di settembre - vi si trasferisca il campus dell’Imt.

Ieri abbiamo potuto visitare in anteprima il gioiello restaurato con un impegno di quasi 50 milioni di euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Un restauro eseguito - sotto la direzione di Franco Mungai - cercando di eliminare tutto quello che era stato aggiunto negli ultimi anni. E allora via i tramezzi fra i locali, e via il cemento che aveva preso il posto del cotto nei chiostri. E proprio i chiostri sono uno degli elementi più di impatto: i tre che compongono il “cuore” del complesso saranno aperti al transito. Vi si potrà accedere dalla porta accanto all’entrata della chiesa di San Francesco e, dopo aver percorso i chiostri, si uscirà sul giardino degli Osservanti, da dove si potrà raggiungere il parcheggio interrato della Ex Mazzini. Il percorso dovrebbe essere accessibile fino alle 23.

Nelle stanze del piano terra e ai piani superiori, fino al sottotetto, troveranno spazio sia i ricercatori che gli studenti dell’Imt. L’istuto di alti studi dovrebbe “trasferirsi” nel complesso di San Francesco non prima della metà di settembre: durante l’estate, infatti, saranno effettuati i collaudi e gli ultimi aggiustamenti di carattere tecnico.

In totale sono stati ricavati 127 posti letto, oltre a molte postazioni per lo studio e per la ricerca, che faranno da ideale pendant con la biblioteca ospitata nella chiesa di San Ponziano. L’Imt avrà anche una nuova aula magna da circa 120 posti, ricavata nella cappella di Santa Giulia: la stessa dove - durante gli scavi archeologici - sono stati riportati alla luce i resti dei Guinigi, comprese le tre mogli di Paolo. E al dito di una di essa è stato ritrovato anche un anello con diamanti. Un reperto eccezionale, come gli altri rinvenuti nella campagna archeologica della Soprintendenza. Proprio per salvaguardare questi beni sarà allestito, dietro l’abside della chiesa, un piccolo museo.

E in questo percorso ideale non si può che arrivare qui, alla grande chiesa di San Francesco, da anni chiusa e con seri problemi di staticità. Il luogo di culto - tuttora consacrata, e dove l’arcivescovo terrà messa il prossimo 4 ottobre - è stato recuperato e ha lasciato alle spalle quell’oscurità che, come in molti ricorderanno, era la caratteristica principale di tutto l’ambiente. La chiesa è ora un centro congressi, che potrà essere utilizzato anche da Comune e Soprintendenza.

Secondo il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Arturo Lattanzi, «è il più grande restauro mai fatto a Lucca ed è un magnifico regalo che la città si è fatta». Sembrano lontane le polemiche degli ultimi giorni sull’uso non più pubblico del complesso. Da più parti si fa notare, tra l’altro, che un restauro così impegnativo da un punto di vista finanziario difficilmente avrebbe potuto concretizzarsi con le difficoltà finanziarie che stanno vivendo i comuni.

La giornata di oggi, inoltre, sarà speciale per tutto il quartiere che ruota intorno a San Francesco: è partita, infatti, la pedonalizzazione della piazza, con l’impossibilità di attraversarla proveniendo dalla Madonna dello Stellario diretti verso via della Quarquonia. Un provvedimento che - insieme con il recupero del complesso - potrebbe trasformare profondamente il volto di un pezzo importante del centro storico.

DALLE 10 GUARDA

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