La manifestazione
Operata, perde un rene Risarcita con 105mila euro
Una donna aveva avviato un procedimento contro l’Asl dopo un intervento Riconosciuti i danni anche ad altri due pazienti per operazioni non a regola d’arte
LUCCA. Si è sottoposta a un intervento al rene, eseguito al Campo di Marte. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto e alla fine i medici sono stati costretti a toglierle l’organo. La paziente, traumatizzata e sotto choc, ha faticato a riprendersi, ad accettare la sua nuova condizione e ha deciso di avviare un’azione di rivalsa nei confronti dell’azienda sanitaria. Attraverso il suo legale di fiducia ha avviato un procedimento dinanzi al Tribunale di Lucca. In un primo momento l’Asl ha contestato ogni presunta responsabilità nella causazione dei danni, poi però il comitato gestione sinistri dell’azienda ha riconosciuto il danno biologico permanente e temporaneo, riconoscendo alla donna, a definizione bonaria della vertenza, l’importo di 105mila euro.
Allo stesso l’Asl ha trasmesso gli atti alla procura regionale presso la Corte dei Conti che dovrà valutare l’eventuale sussistenza del dolo o della colpa grave da parte del professionista che ha eseguito l’intervento, per l’esercizio dell’azione di rivalsa.
La vicenda è solo uno degli ultimi caso, in ordine di tempo, di risarcimenti pagati dall’Asl a pazienti che lamentano di aver subito danni e conseguenze a causa di errori negli interventi cui si sono sottoposti. Come l’uomo che ha subito un intervento chirurgico a livello ortopedico o l’altro che ha subìto un operazione alla cataratta, entrambi non a regola d’arte.
Anche loro, dopo aver esercitato un’azione di rivalsa, hanno transato con l’Asl ricevendo risarcimenti di 38 e 24mila euro.
«Dal 2010 – dice il direttore sanitario dell’Asl 2 Joseph Polimeni – l’azienda non contrae più assicurazioni e gestisce direttamente i contenziosi. Così facendo non solo si risparmia notevolmente, ma si ottengono anche altri risultati. Da un lato c’è il pieno coinvolgimento dei medici che sono parte attiva e partecipano alle consulenze tecniche, venendo quindi maggiormente responsabilizzati. Dall’altro quando vediamo una concentrazione di casi in determinato unità operative, prendiamo spunto dai sinistri per segnalare la situazione al risk manager con l’obiettivo di migliorare i percorsi».
All’Asl non sono rare le richieste di risarcimento ma in molti casi l’azienda – come spiega il direttore sanitario – rifiuta le mediazioni e preferisce andare in giudizio. Laddove invece si intravvede una responsabilità medica, come nei casi citati, si cerca di trovare un accordo con il risarcimento del danno biologico o patrimoniale.
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