La manifestazione
Baccelli: «Consulta ok, ma servono i soldi»
Il presidente commenta la sentenza sulla soppressione delle Province: «Era incostituzionale»
LUCCA. «La Consulta ha sancito, con coraggio e decisione, quello che già da tempo andavo dicendo: che il ricorso al decreto per il riordino delle Province era incostituzionale». Il presidente Stefano Baccelli non risparmia critiche al Governo Monti e ai suoi tecnici, parlando di «analfabetismo costituzionale» riguardo la riforma degli enti bocciata dalla Corte Costituzionale.
Ma guarda anche più in là, ai problemi che rimangono inalterati. «Il fatto è che ci mancano i fondi per le manutenzioni ordinarie e per gli investimenti. Nonostante questo siamo riusciti ad approvare un bilancio che garantisce servizi per i prossimi tre anni, ma rischiamo di essere senza certezze di prospettive».
E c’è un altro punto che sta a cuore a Baccelli e che - secondo il suo parere - non è stato sufficientemente esplorato in questi mesi: «Nessuno ha ancora messo la testa a ragionare su dove finiranno le funzioni che attualmente sspettano alla Provincia. Anch’io sono dell’opinione che serve una riforma degli enti. Ma innanzitutto deve essere chiaro chi fa che cosa. E poi c’è un punto che proprio non mi piaceva nella riforma: il fatto che il presidente e il consiglio provinciale non venissero più eletti direttamente. Che bisogno c’era di eliminare l’unica legge elettorale che, insieme a quella per i sindaci, ha dimostrato di funzionare?». (l.c.)
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