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A caccia di soldi per rifare la “Casa del cinese”

A caccia di soldi per rifare la “Casa del cinese”

SAN GIUSTO DI COMPITO. Modifiche richieste dalla Soprintendenza eseguite. Il progetto di recupero della “casa del cinese”, edificio storico nel cuore del paese, torna da Erp al Comune. Un altro...

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SAN GIUSTO DI COMPITO. Modifiche richieste dalla Soprintendenza eseguite. Il progetto di recupero della “casa del cinese”, edificio storico nel cuore del paese, torna da Erp al Comune. Un altro passo avanti del piano di ristrutturazione e trasformazione in alloggi popolari (quattro gli appartamenti previsti). Un progetto da circa 800mila euro che si trascina ormai da tempo, anche per le difficoltà rappresentate dai molti vincoli (paesaggistici e architettonici) ai quali la vecchia casa è sottoposta. Ora il peggio pare essere passato, come assicura il presidente di Erp Francesco Franceschini, che vorrebbe far partire il cantiere entro l’estate.

«I nostri tecnicihanno provveduto a modificare e rimodulare il piano d’intervento, in seguito alle prescrizioni inviate dalla Soprintendenza. Un passaggio fondamentale per poter proseguire nell’iter che dovrebbe portare prima all’ottenimento dei fondi necessari, poi alla cantierizzazione. Le carte sono ora in mano ai tecnici del Comune. L’amministrazione deve convocare un tavolo per la discussione relativa ai finanziamenti e al quale dovrà intervenire anche la Fondazione Casa».

Già in passato la Soprintendenza aveva richiesto delle modifiche al progetto preliminare preparato dai tecnici. Erp sperava di aprire il cantiere prima nell’autunno del 2012, poi agli inizi del 2013, ma i problemi di carattere tecnico hanno causato diversi rinvii, fino ad arrivare a queste ultime novità. Rimane ora lo scoglio dei fondi, che non sono pochi, soprattutto in tempi di crisi. La “Casa del cinese” è un edificio secolare situato nel centro della frazione di San Giusto di Compito. Ha avuto molti proprietari, l’ultimo dei quali, secondo quanto risulta dagli atti catastali, è stata una persona di origini cinesi, da cui è derivato il nome, che ha fatto perdere le tracce di se stesso, nonostante i tentativi di contattarlo. Negli scorsi anni il fabbricato è stato messo in sicurezza dal Comune, ma il vero recupero è atteso da una ventina d’anni.

«Proprio per questo motivo – conclude Franceschini – vorremmo partire al più presto con i lavori, da così tanto tempo attesi. Speriamo che il Comune di Capannori inserisca il progetto tra le sue priorità». In effetti, un anno fa, l’assessore all’urbanistica Claudio Ghilardi, durante un sopralluogo, aveva proprio parlato di priorità, tanto che il recupero dell’edificio era stato inserito nel Triennale dei lavori pubblici. Negli ultimi mesi Erp ha chiuso due importanti interventi a Capannori: gli alloggi di S. Margherita, realizzati secondo le più moderne tecniche di bio-architettura, e il recupero dell’ex frantoio di Vorno (piano terra), che verrà adibito a spazio culturale, espositivo e musicale.

Arianna Bottari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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