Sicurezza
Un investigatore ha dato il via agli accertamenti
Renato Bianchi aveva notato gli strani rapporti tra i fermati e la vittima e la polizia gli ha chiesto di monitorare il caso
LUCCA. Ad accorgersi dell’estorsione messa in piedi da Ferdinando Fabbri e da Monica Giulia Pieri (da non confondere con un’omonima di Bagni di Lucca e che è ovviamente estranea alla vicenda) ai danni di Mario “Son sodo” è stato l’investigatore privato Renato Bianchi, nel corso di alcune delicate investigazioni. «Quando abbiamo notato che il pensionato di Nozzano aveva rapporti con quelle due persone, note alle forze dell’ordine – racconta Bianchi – abbiamo subito informato la squadra mobile della polizia. Considerato che disponiamo di una speciale attrezzatura tecnologica, la polizia ci ha chiesto di proseguire le indagini per scoprire nei dettagli quello che esattamente stava accadendo al pensionato.
«Per legge le agenzia di investigazioni sono obbligate a prestare la propria opera ad ogni richiesta delle autorità di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria».
Renato Bianchi, insieme ad alcuni stretti collaboratori ha monitorato i due anche quando accompagnavano Mario a riscuotere la pensione, fino al momento dell’intervento degli uomini della squadra mobile che ha proceduto all’arresto della coppia, in piazzale Verdi.
In più occasioni l’agenzia investigativa Bianchi ha collaborato con le forze di polizia, oltre che con Andrea Agresti, il conduttore della trasmissione Le Jene su Italia Uno.
Domenico Tani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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