Sicurezza
Già finiti nei guai per sfruttamento della prostituzione
LUCCA. Nel gergo della cronaca nera si chiamano “vecchie conoscenze”. Ferdinando Fabbri e Monica Giulia Pieri (che come diciamo anche in un altro articolo è solo un’omonima di una signora di Bagni di...
LUCCA. Nel gergo della cronaca nera si chiamano “vecchie conoscenze”. Ferdinando Fabbri e Monica Giulia Pieri (che come diciamo anche in un altro articolo è solo un’omonima di una signora di Bagni di Lucca assolutamente estranea a vicende giudiziarie) erano finiti nei guai per sfruttamento della prostituzione.
I primi due episodi nel 2003 quando la coppia gestiva il Felix Club in via dei Bocchi a Segromigno in Piano ed era finita ai domiciliari dopo un’inchiesta della Mobile coordinata dal sostituto procuratore Manzione. Secondo le accuse nel night club venivano proposti incontri a luce rosse nei separè con ballerine italiane e straniere. Fin quando personale della Mobile che mai era stato nel locale si era finto cliente ed era riuscito a entrare nel club con microtelecamera e microregistratore. A quel punto si era operato in stretto collegamento con agenti rimasti al di fuori del night, che informati dai colleghi su quello che accadeva all'interno, avevano atteso i clienti all'uscita per interrogarli e mettere a verbale le loro dichiarazioni. A frequentare il Felix - in base a quanto appurato dagli investigatori - erano soprattutto lucchesi in grado di spendere - tra bottiglie al tavolo e prestazioni delle ragazze - una bella sommetta ogni sera. Già nel marzo del 2003 il locale (un circolo privato) era stato chiuso dopo un blitz effettuato allora dalla squadra di pg di polizia in servizio alla procura ed era stato riaperto dopo che i titolari avevano patteggiato la pena, un anno e otto mesi.
Nel 2010, altro episodio. Fabbri e Pieri erano finiti di nuovo ai domiciliari in seguito all’inchiesta del pm Capizzoto e della polizia. Per gli inquirenti gli affari al Felix andavano a gonfie vele. Con il locale che - specie nel weekend - si popolava di professionisti, studenti ed operai della Piana attratti dalle 7-8 bionde rumene di età compresa tra i 22 e i 25 anni. Tra uno spettacolo di lape dance e un brindisi le entreneuse sussurravano ai clienti la possibilità di compiere atti sessuali espliciti - ma non rapporti completi - dietro un separè. Il locale era stato sequestrato e ora non c’è più. Fabbri e Pieri avevano aperto alcuni bar tra Marlia e Lucca, senza successo. Fino a provare all’estorsione ai danni del povero Mario “Son sodo”. (l.t.)
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