Sicurezza
L’ex presidente Hadj a giudizio
Patteggia due anni il collaboratore Kutufà, ex ad della Lucchese
LUCCA. Per il sostituto procuratore di Genova Paola Calleri il faccendiere siro-armeno Fouzi Ahmad Hadj, 59 anni, dal 2005 al 2008 presidente della Lucchese e protagonista del primo crac della storia calcistica rossonera, avrebbe orchestrato un complesso sistema di scatole cinesi per portare all’estero circa 10 milioni di euro ottenuti illecitamente e presunto frutto di corruzione. Per questo motivo e con l’accusa di riciclaggio legato alla bancarotta fraudolenta di una delle sue società, il gip di Genova ha rinviato a giudizio l’ex patron rossonero e sua moglie, l’ucraina Alisa Pilipenko. Il processo inizierà il 2 ottobre davanti al tribunale di Genova. Nella stessa udienza preliminare ha patteggiato a due anni di reclusione un’altra vecchia conoscenza del calcio lucchese: l’ex amministratore unico Massimo Kutufà, prima di imbarcarsi nell’avventura calcistica funzionario Unicredit in una delle principali filiali genovesi. Anche lui era indagato nell’inchiesta per il maxi riciclaggio. Kutufà, uomo di fiducia di Hadj, in vari periodi fu al vertice del club rossonero. Patteggiamento a due anni anche per l’avvocato civilista Damiano Sterle, per un breve periodo all’inizio della stagione 2005-2006 consulente legale della Lucchese. Patteggiamento a tre anni infine per Marco Marchiori, uno degli aspiranti eredi alla proprietà Bagni Lido di Genova.
Al centro delle indagini della magistratura ligure un fiume di soldi di dubbia provenienza come dimostrerebbe la ricezione di oltre 10,5 milioni di euro sparsi sui depositi di banche genovesi nella disponibilità della signora Pilipenko in Hadj. Secondo i magistrati genovesi parte di questi flussi di denaro portano alla pista africana (la Guinea) per operazioni militar-commerciali (vendita di armi?). D’altronde un rapporto del 2005 di Human Right Watch (organizzazione non governativa vicina all’Onu che si occupa di diritti umani)rivela come il ministro di quel paese africano, attraverso una delle società di Hadj, avrebbe importato armi direttamente al Lurd, il gruppo ribelle al centro della guerra civile in Liberia.
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