La manifestazione
Controlli sui parcheggi privati
Il Comune vuol verificare se sono in regola le aree di sosta nel verde
LUCCA. «La chiusura del parcheggio Berutto in via della Zecca era un atto dovuto dopo la sentenza del Tar che ci ha dato ragione, ravvisando irregolarità. Un braccio di ferro durato anni e ora giunto a conclusione, anche se il privato farà ricorso al Consiglio di Stato. Noi rispettiamo la legge e andiamo avanti. E nel futuro prenderemo in esame la situazione di trutti i posteggi che nel corso del tempo sono stati ricavati dentro chiostri e orti».
Il sindaco Alessandro Tambellini annuncia che la partita dei posteggi privati non si chiude con lo stop all’attività del “Berutto”. In futuro, spiega, potrebbero esserci altre novità.
«L’obiettivo è infatti di restituire gli orti alle loro antiche funzioni, quelle per le quali erano stati costruiti in tanti luoghi della città. Meno posti per i residenti? Detto che ci sono parcheggi in struttura da utilizzare, aggiungo che quando riusciremo a spostare fuori delle Mura il complesso scolastico del Giorgi di via del Guardino Botanico potremo utilizzare parte di quel grande complesso per la sosta».
Una attenta verifica a possibili abusi o impropri utilizzi di aree verdi come parcheggi arriva anche da Italia Nostra, che più volte è intervenuta sulla questione:
«Ho l’impressione – dice il presidente, Roberto Mannocci – che di casi Berutto ce ne siano altri. Per giustizia, tutti dovrebbero avere lo stesso trattamento. Ci sono giardini splendidi nel cuore della città trasformati in orrendi piazzali per auto: sono tutti in regola?».
L’elenco delle aree verdi diventate parcheggi è lungo, ora spetta al Comune verificare che tutte abbiano la dovuta destinazione d’uso e i permessi in regola, altrimenti l’intervento nel solo caso del garage Berutto diventerebbe una discriminazione.
Se per ipotesi dovessero essere riscontrate altre irregolarità e ci fossero altre doverose chiusure, ci sarebbe il rischio di perdere altri posti per la sosta in una zona dove già sono insufficienti.
Intanto sono infuriati gli abbonati del parcheggio chiuso, i quali si sono ritrovati senza posto per la loro auto e con soldi pagati senza poter usufruire del servizio per l’intero periodo.
Molti di loro sono commercianti che risiedono fuori del centro storico. Ora sono davvero nei guai.
«Per venire a lavorare in città – dice uno di loro – dovrò lasciare l’auto assai più lontano e i tempi della giornata di lavoro, già lunghi, si dilatano. Tra l’altro il servizio navetta dai parcheggi esterni è a dir poco inadeguato, senza considerare il rischio di brutti incontri quando si torna alla macchina dopo la chiusura serale».
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