Italia
Nuovi crolli e verifiche da rifare
La scossa di ieri pomeriggio ha peggiorato la situazione degli edifici. In tanti dormono nei campi di accoglienza
MINUCCIANO. Non sembra mai finire, la pura in Garfagnana. Ieri pomeriggio la nuova violenta scossa: 4.4 alle 16,40 con epicentro assai vicino a Minucciano. La scossa è stata avvertita in tutta la zona sino alla Versilia. Una sorta di maledizione, la maledizione della domenica: proprio sette giorni fa, infatti, la zona venne colpita da una scossa della stessa magnitudo e quasi alla stessa ora (le 17.01). Quella che comincia oggi si annuncia, quindi, una settimana dura, sia per i cittadini che per le squadre di Vigili del fuoco e genio civile, che dovranno cominciare da capo gran parte delle verifiche negli edifici.
La scossa delle 16.40 di ieri non è stata l’unica della giornta: alle 11.30 ce n’era stata una di potenza 2.2, poi altre nove fino alle 20.20 (la più intensa di magnitudo 3.6).
La scossa ha causato nuovi crolli nel centro di Minucciano, ma per fortuna nessun ferito, mentre la popolazione ha passato una nuova nottata nei campi allestiti dalla Protezione Civile.
«Abbiamo visto fumo in centro - dice Domenico Davini, sindaco di Minucciano -: sicuramente si tratta di qualche calcinaccio, qualche comignolo e qualche piccolo crollo negli edifici del centro che già avevano sofferto. Nessuna persona è rimasta ferita, per fortuna, ma sicuramente la situazione è andata aggravandosi per tutti gli edifici già danneggiati in precedenza. Abbiamo fatto un piccolo summit immediato con il Genio Civile. Le verifiche dovranno ripartire da zero».
È probabile che il numero di edifici inagibili, già superiore a 100, sia destinato a salire. Intanto, la scossa, che ha spaventato tutta la Garfagnana con classici “sintomi” quali lampadari ondeggiati e quadri spostati, porta un nuovo carico di tensione tra i cittadini, in particolare a Minucciano e dintorni: «Stanotte (ieri notte, ndr) ci aspettiamo tante persone pronte a dormire lontano dalle proprie abitazioni - prosegue Davini -. L situazione in questo caso però non ci preoccupa, non è quella delle prime ore di quel primo giorno di terremoto. Adesso i campi sono allestiti e funzionanti, siamo attivi e pronti ad accogliere chiunque non voglia passare la notte in casa».
Visti i numeri dei giorni scorsi, sono attese almeno 600 persone nei vari campi allestiti da Camporgiano a Minucciano. Riaperto il Coc anche al palazzetto di Castelnuovo.
E anche a Piazza al Serchio il campo di accoglienza è stato prontamente aperto per accogliere le persone che non se la sono sentita di passare la notte in casa. «La scorsa notte (quella fra sabato e domenica, ndr) - spiega il sindaco Paolo Fantoni - solo due nuclei familiari avevano deciso di dormire nella struttura che abbiamo allestito. E quindi avevamo deciso, da questa notte, di mantenerla ma di non presidiarla, immaginando che non sarebbe più venuto nessuno. Ma, ovviamente, abbiamo dovuto rivedere questa posizione e siamo pronti ad accogliere le persone».
Perché proprio questo sembra il destino della Garfagnana (e della Lunigiana) in questo scorcio di prima estate: ricominciare da capo, quando si credeva di poter finalmente tirare un sospiro di sollievo. «Anche nelle verifiche agli edifici - conferma Fantoni - dovremo fare un passo indietro e ripartire. E se finora non abbiamo segnali di nuovi danni, la priorità è stare vicini alla popolazione, che è in uno stato di tensione difficilmente sopportabile a lungo».
Nella giornata di sabato un comunicato della Regione spiegava che le forze della Protezione civile sarebbero state dispiegate ancora per una settimana. Ma, ragiona Fantoni, anche questa previsione potrebbe essere rivista: «Quel documento è precedente alle nuove scosse. Ci incontreremo, come amministrazioni, nei prossimi giorni e vedremo quale sarà il da fare».
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