La manifestazione
In questura con 2 bombe che potevano esplodere
Trentacinquenne ignaro della pericolosità degli ordigni li carica in macchina e viene fermato dagli agenti che avvertono gli artificieri e sventano la minaccia
LUCCA. Quando gli agenti di una volante che stava uscendo dal garage della questura di via Cavour l’hanno visto dirigersi verso la porta d’ingresso tenendo in braccio due pesanti ordigni hanno temuto il peggio. Per mezzo minuto il timore che un mitomane, magari un fanatico religioso, volesse compiere un attentato dinamitardo ai danni della polizia è sembrato materializzarsi in un caldo pomeriggio di fine giugno. Ma è bastato scambiare qualche parola con quel trentacinquenne da pochi mesi residente in città per capire che non erano di fronte a un terrorista o uno squilibrato, ma a giovane che non sapeva nemmeno di aver in mano degli ordigni che potenzialmente potevano esplodere da un momento all’altro. Quelle bombe tipo missile calibro 105 millimetri perforanti e risalenti alla seconda guerra mondiale il giovane li aveva rinvenuti in un ripostiglio della casa acquistata da poco a S. Anna. Per lui altro non erano che dei soprammobili. Vecchie suppellettili da buttare. Prova ne sia che nella tarda mattina era andato alla sede di Sistema Ambiente chiedendo di smaltire quei due strani oggetti. Si era sentito rispondere che loro non potevano accoglierli in discarica e lui doveva andare in questura.
Rischio esplosione. Così dopo pranzo aveva caricato in auto i due ordigni e, dopo aver parcheggiato vicino alla questura, li aveva presi sottobraccio, con il rischio che cadessero, e alle 14 stava per entrare negli uffici della questura. Gli agenti di una volante, increduli, sono schizzati fuori dall’abitacolo della macchina di servizio. Prima hanno cercato di capire le intenzioni del trentacinquenne. Poi resisi conto che lui, ignaro del pericolo che correva per se e per gli altri, era giunto sino lì per chiedere informazioni su come smaltire quei due oggetti lo hanno condotto sino al garage della questura e gli hanno fatto poggiare delicatamente a terra i due congegni. A quel punto, circoscritta la zona e fotografate le bombe, hanno telefonato agli artificieri di Firenze inviando via e-mail le immagini degli ordigni. Il responso è stato immediato: c’è il potenziale rischio di un’esplosione perché uno dei due marchingegni è integro e dotato di spoletta.
Arrivano gli artificieri. Alle 16 gli artificieri hanno messo in sicurezza le bombe che sono state trasportate in un luogo sicuro dove verranno fatte brillare. Il giovane non rischia l’incriminazione, ma sono in corso accertamenti per arrivare ai precedenti proprietari dell’abitazione di S. Anna che dovranno spiegare alla polizia il possesso degli ordigni bellici.(l.t.)
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