Proteste
Il parco fluviale è il regno dei vandali
Scorribande di auto nonostante i divieti, rifiuti abbandonati ovunque, giochi e arredi semidistrutti lungo gli argini
LUCCA. Impegni per potenziare i controlli dei vigili urbani, annunci di accordi con associazioni per il ricorso a guadie volontarie, annunci di interventi per sistemare arredi e parchi giochi. Tutte parole al vento. La realtà è che il parco fluviale per cui tanto si era spesa (e aveva fatto) la prima amministrazione Fazzi è in balia delle scorrerie delle auto che ignorano i divieti di transito, degli inquinatori che scaricano di tutto ovunque, dei vandali che distruggono panchini e arredi vari. Senza trascurare la massiccia presenza dei cinghiali che scelgono l’intricata vegetazione come nascondiglio naturale.
La verifica delle condizioni di un parco incantevole che in altre città (non solo del nord Europa) sarebbe una sicura attrazione dà ancora una volta risultati impietosi.
Tra l'ex Foro Boario e Ponte San Pietro il più attivo centro di aggregazione è il primo tratto di via della Scogliera, dal Montescendi fino alla passerella che collega le due rive: ha i suoi punti di forza nello skate park, piuttosto frequentato, e nel Club Ippico, che offre un'escursione a cavallo nel parco a prezzi abbordabili. Purtroppo quest'area ha i suoi punti deboli nell'essere aperta al traffico e nel discusso campo nomadi, che, a prescindere da qualsiasi dibattito sulla regolarità della sua presenza, offre una aspetto esteticamente non piacevole che poco si adatta alla cornice del parco fluviale. Un'altra struttura inutile, costosa e brutta è la passerella che collega le due sponde all'altezza di Via del Tiro a Segno. Dopo un periodo di gestazione lunghissimo dovuto a errori e contenziosi la struttura è stata aperta nel marzo 2012 e da allora poco ha fatto per dimostrare a cosa serve, se si eccettuano le attività dei graffitari.
Continuando il percorso ci si addentra nel parco vero e proprio, in cui la sottile linea che passa tra la volontà di mantenerne intatto l’ambiente naturale e la scarsa manutenzione da parte delle istituzioni viene spesso oltrepassata: non un cartello, non una fontana, cestini dei rifiuti rari e panchine malridotte accompagnano il visitatore lungo tutto il tragitto.
Una piccola eccezione, è rappresentata dalla Fattoria Urbana. Situata nella zona dell'ex-Colonia Solare e inaugurata nel 2011, la fattoria urbana “Riva degli Albogatti” è un laboratorio che ha lo scopo di avvicinare i ragazzi al mondo della campagna, pur rimanendo a poche centinaia di metri dal centro storico. La struttura, nonostante rappresenti solo un accenno di interventismo istituzionale, dimostra come basterebbero poche iniziative appropriate per avere un parco più accessibile e più frequentato dai cittadini di tutte le età.
Cambiando sponda del fiume, il primo, grave, handicap è proprio l'ingresso nel parco dalla parte di Carignano, mal segnalato e difficile da inviduare e raggiungere.
Nel complesso, dal lato di Sant'Alessio il parco fluviale ha ancor meno da offrire e, se possibile, appare più trascurato dell'area parallela: ogni debole accenno di intervento del Comune è in pieno stato di decadenza, come le panchine e i tavoli malconci, l'erba alta e il sentiero dissestato in più punti.
Senza contare l'assenza totale di laboratori e strutture ricreative.
Un buon numero di bagnanti e pescatori affollano tuttavia il corso del fiume, che - una nota positiva, finalmente - colpisce per la limpidezza delle acque inserite.
A lasciare sostanzialmente pulite le sponde della riva destra contribuisce poi il fatto che questa parte del fiume è meno frequentata e, di conseguenza, più ridotta è la produzione (e l’abbandono) di rifiuti.
Più rassegnazione che sorpresa e rabbia nelle tante persone che continuano comunque a frequentare il parco fluviale. La gente pare stanca di segnalare le cose che non vanno senza vedere alcun intervento conseguente per risolvere i problemi. Molti continuano però a lamentare la carenza di cartellonistica, le scorribande di auto in mezzo a pedoni e ciclisti (e tanti sono i bambini), il sostanziale disinteresse dell’amministrazione comunale che nulla fa,tra l’altro, per pubblicizzare il parco tra i turisti, la quasi totalità dei quali nemmeno ne conosce l’esistenza.
Resta quindi sconcerto per una risorsa che tante città ci invidierebbero, ad un tiro di schioppo dal centro storico,che continua ad essere così incredibilmente trascurata e lasciata in balia di vandali e inquinatori.
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