Finanza
Annuncio dall’altare «Lascio l’abito da prete»
Don Andrea Quilici, 43 anni, di Marlia, ha comunicato la sua decisione ai fedeli Si occupava delle parrocchie di San Giuseppe a Torre del Lago e di Bicchio
Ha annunciato di voler abbandonare l’abito ecclesiastico con una lettera pubblicata sl giornalino della parrocchia. Così Don Andrea Quilici, 43 anni, originario di Marlia, da oltre dieci anni insieme a Don Graziano Raschioni alla parrocchia di San Giuseppe a Torre del Lago e alla parrochia della Natività di Maria di Bicchio, ha r4so nota la sua volontà.
Nel corso della messa celebrata alle 11 nella parrocchia della Natività di Maria a Bicchio al termine della funzione religiosa, nel corso della quale ha battezzato anche due bambini ha spiegato brevemente i motivi della sua decisione anticipando quello che poi ha scritto nella lettera.
«Come nella vita di tutti noi ci sono delle luci e delle ombre - dice - non sono coerente, come qualcuno mi ha definito, ma ho semplicemente preso una decisione che ho sentito. La prossima settimana sarò ancora qua, poi insieme a Don Graziano andremo nelle Marche per una breve vacanza, abbiamo bisogno di riposarci e nello stesso tempo sarà un'occasione per pensare e riflettere. Chi vorrà però parlare con me per sapere qualcosa di più non ho alcuna difficoltà ad incontrarmi con chi ha questa necessità».
Nella lettera scritta alle due comunità Don Andrea comunque ha spiegato piuttosto bene i motivi dlela sua decisione. «In qusti giorni ho sentito l'esigenza di comunicare scrivendo una decisione che ho preso e alla quale penso da circa tre anni - dice - è difficile fare una sintesi, pertanto sono disponibile con chi vorrà, ad approfondire l'esigenza che è cresciuta in me e che in questi mesi vado a concretizzare è questa: vivere una vita comune a uomini e donne credenti, che abitano una loro casa, lavorano e, incontrando una persona, si assumono la responsabilità di una relazione che può maturare un progetto. Intanto sospendo il ministero, inizio a lavorare in una serra abitando in una casa in affitto, da solo, perchè ora non ho una relazione, ho scelto di affrontare questa quotidianità a Bicchio».
Don Andrea si rivolge alle comunità, dove ha svolto da oltre dieci anni, il suo compito sacerdotale, aggiungendo. «Questa decisione l'ho compiuta nelle fede che scopro sempre più come fiducia data a Dio e nella pace, assumendomi in prima persona questo passo senza rifiutare un'esperienza, ma aprendomi semplicemente ad un'altra, per me, irrinunciabile in questo momento. Non conosco il futuro, cerco solo d'interpretare il presente che colgo come sviluppo di un passato liberamente assunto e significativamente vissuto, quello che vado a fare è l'oggi nel quale il Vangelo raggiunge la mia vita. Ho scritto abbastanza, possiamo solo continuare uno scambio, guardandoci negli occhi in un incontro personale».
Al termine della funzioneeligiosa c'è stato un applauso da parte dei prsenti nei confronti di questo sacerdote con il quale è stato intrapreso un percorso insieme, condividendo esperienze di vita che senza dubbio non si potranno cancellare.
«Inutile dire che questa decisione lascerà in parecchi degli appartenenti le due comunità, quella di Bicchio e quella torrelaghese, un vuoto che non sarà facile colmare, almeno nell'immediato.
Roy Lepore
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