Il Tirreno

Lucca

Torna libero il dipendente comunale

di Luca Tronchetti
Torna libero il dipendente comunale

A spingerlo verso quel raggiro, dice, una forma di gastrite. Si scusa, ammette l’errore e offre 8mila euro di risarcimento

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LUCCA. Tutta colpa di quella maledetta gastrite. Già, il dipendente dell’ufficio ambiente del comune di Lucca arrestato martedì per assenteismo dalla squadra Mobile imputa ai suoi gravi problemi all’apparato digerente l’illegale escamotage usato per raggirare l’amministrazione comunale timbrando il cartellino per poi uscire e assentarsi dal lavoro un’ora e mezzo. Così invece di mangiare un panino o un cibo precotto nella mezz’ora di pausa concessa poteva gustarsi un piatto caldo a casa in santa pace. Enrico Papadia, 56 anni, residente a Lammari, dipendente dell’ufficio ambiente del comune di Lucca si sfoga con il giudice Stefano Billet durante l’udienza di convalida che dura poco più di un’ora e si conclude alle 13,10 con il tecnico di fascia B che si occupa di questioni ambientali che torna libero. Il giudice infatti convalida l’arresto e rimette in libertà l’imputato sino a l’altro ieri incensurato. Teoricamente – a meno di provvedimenti di divieto emessi dall’amministrazione comunale – già stamani potrebbe riprendere servizio in Comune. E l’accusa di truffa ai danni dell’ente pubblico? Il processo con rito direttissimo è fissato per mercoledì 13 giugno.

Risarcimento. Papadia – difeso dall’avvocato Maurizio Campo – ieri mattina è apparso prostrato e pentito. Un pentimento sincero tanto che il pubblico ministero Fabio Origlio non si è opposto alla richiesta di remissione in libertà senza alcun vincolo subito accolta dal giudice. Al di là dell’ipotesi di patteggiamento - che eventualmente verrà presa in considerazione nell’udienza pubblica di mercoledì - il dipendente comunale ha offerto, tramite il suo legale, un risarcimento più che congruo: ottomila euro. Duecentoquaranta come danno erariale (33 euro lordi per i 90 minuti d’assenza dal lavoro più 7 euro di buono pasto per un totale di 40 euro moltiplicati per i sei giorni filmati e documentati dalla polizia in cui si vede Papadia che esce da palazzo Santini e si dirige in auto verso casa) e 7.760 di danno all’immagine dell’amministrazione comunale. Un importo che tiene conto del danno erariale previsto dalla legge anticorruzione del novembre 2012 con l’articolo 1 sexies che recita «l’entità del danno all’immagine della pubblica amministrazione derivante dalla commissione di un reato contro la cosa pubblica accertato con sentenza passata giudicato si presume pari al doppio della somma di denaro o di altra utilità illecitamente percepita dal dipendente». Una proposta che l’avvocato del comune di Lucca, Luca Campinoti, non accoglie in attesa di consultarsi con l’amministrazione costituitasi parte civile e che, per bocca del sindaco, aveva detto non voler accettare un risarcimento del danno da parte del dipendente. Risarcimento che invece potrebbe essere accolto come acconto del maggior onere da definirsi, eventualmente, in sede civile.

Parla il dirigente. All’udienza è stato sentito anche il responsabile dell’ufficio Ambiente, Giovanni Marchi. Il dirigente – che ha fornito sia gli orari contrattuali che le timbrature del cartellino marcatempo del dipendente – tra gli altri compiti avrebbe avuto quello di controllare ingressi e uscite dei subalterni che lavorano a palazzo Santini. Alle richieste di chiarimenti da parte di giudice e pm il dirigente ha detto di essere dislocato al Centro Culturale Agorà in piazza dei Servi e quindi di non poter materialmente essere presente nell’ufficio comunale. Dall’udienza di convalida emerge che esposti anonimi nei confronti di Papadia erano arrivati sia alla polizia che ai carabinieri a partire dallo scorso gennaio. Così la squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo in accordo con la procura, ha iniziato i pedinamenti verificando, attraverso riprese filmate, che in sei circostanze di martedì e giovedì – giorni in cui gli uffici comunali effettuano l’orario prolungato e i dipendenti restano in Comune sino alle 18 – Papadia, ex arbitro di basket e commissario di serie D, commetteva le irregolarità.

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