Sicurezza
«Un singolo caso, non costume» sorpresi sindacati e assessori
LUCCA. Sconcerto, rammarico. Sono i sentimenti a caldo che la notizia dell’arresto di Enrico Papadia ha destato tra le organizzazioni sindacali e da parte dell’assessore al personale Antonio Sichi....
LUCCA. Sconcerto, rammarico. Sono i sentimenti a caldo che la notizia dell’arresto di Enrico Papadia ha destato tra le organizzazioni sindacali e da parte dell’assessore al personale Antonio Sichi.
«Stiamo predisponendo passaggi interni per capire meglio la situazione - dice l’amministratore -. Mi dispiace che l’immagine che oggi viene data dei dipendenti comunali. Mi sento in difficoltà nei confronti di coloro che timbrano il cartellino in modo corretto, ed è questo il comportamento che appartiene alla maggior parte dei 505 addetti del Comune».
«Vorrei sottolineare che si tratta di un caso singolo e non di un costume - sottolinea ancora l’assessore al personale -. Occorre ripartire nella giusta dimensione. Questa amministrazione tiene molto a un’immagine corretta ed etica. Oggi ho ricevuto tantissime telefonate di dipendenti pubblici che mi sottolineavano di svolgere con correttezza e rispetto il loro lavoro».
Quanto ai sindacalisti, i segretari della funzione pubblica Cgil Giovanna Lozopone, della Cisl Angelo Nencetti e della Uil Pietro Casciani sottolineano la gravità di un comportamento scorretto e attendono il pronunciamento del giudice dopo il processo per direttissima in programma oggi.
«Pieno rispetto verso gli organismi inquirenti per fare luce sulla situazione e piena fiducia verso la persona coinvolta che avrà modo di far valere le sue ragioni - è il punto di vista di Nencetti -. Il mio auspicio - conclude - è che le cose facciano il loro corso e che venga fuori la verità. Ci sono norme che vanno rispettate. Conosco Papadia come una degnissima persona e mi meraviglio che sia caduto in una situazione del genere».
«Chiaramente - dicono Giovanna Lozopone e Casciani - tutti i fatti dovranno essere accertati. L’augurio è che un caso di questo tipo non diventi una campagna contro i dipendenti pubblici».
«Se il fatto è vero, è gravissimo - insistono i sindacalisti di Cgil e Uil -. Ma vero è anche che nel pubblico impiego non è mai stata condotta una trattativa sulla pausa, fatta eccezione per alcuni enti. Se è vero che questo dipendente ha usato questo comportamento va punito, ma le persone che si comportano male ci sono da tutte le parti. E a dispetto di quelle che vengono ritenute responsabili di comportamenti fuori dalla legalità ce ne sono tante altre negli enti pubblici che non hanno neanche il tempo di alzare la testa dal loro lavoro».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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