La manifestazione
Folla commossa ai funerali di Alessio Gigli
FORNACI. La chiesa di Cristo Redentore era troppo piccola per accogliere i tanti amici di Alessio Gigli, il barman 35enne morto a causa di un infarto fulminante lunedì pomeriggio, mentre svolgeva un...
FORNACI. La chiesa di Cristo Redentore era troppo piccola per accogliere i tanti amici di Alessio Gigli, il barman 35enne morto a causa di un infarto fulminante lunedì pomeriggio, mentre svolgeva un sopralluogo con un amico su un cantiere ad Albiano. Una folla numerosa ha seguito il feretro, dando l’estremo saluto all’ex gestore del pub La Galera, un locale che ha fatto la storia della movida in Mediavalle.
Don Antonio Pieruccini, parroco dell’unità pastorale del fondovalle, ha ricordato Alessio in apertura di cerimonia, mentre i parenti commossi in prima fila sembravano ancora non capacitarsi di quanto accaduto. Papà Olinto era provato da questi giorni carichi di tensione. Per lui, un altro dolore in famiglia, dopo la morte della moglie, giunta due anni fa. Tifosissimo della Fiorentina, da tutti giudicato ragazzo altruista e gran lavoratore, a detta di tutti Alessio non ha mai avuto problemi cardiaci. Per questo, la notizia di questo decesso sopraggiunto per un infarto, ha reso tutti ancora più increduli. Dopo la breve ma intensa cerimonia in chiesa, in tantissimi hanno seguito il feretro alla volta del cimitero di Loppia, dove sarà seppellito nelle prossime ore. Alcuni amici, i più stretti, non se la sono sentita di partecipare a quello straziante momento, e sono rimasti a riflettere fuori dalla chiesa.
Poca voglia di parlare, tanta voglia di ricordare: «E’ incredibile – afferma un gruppo di fornacini -, lo abbiamo visto fino al giorno prima della sua morte. Di tutto poteva morire Alessio, non certo di infarto». Un altro accanto: «Nulla lo ha mai piegato, neanche i tragici eventi in famiglia o le difficoltà a lavoro»,
Alessio è un amico storico, assieme agli altri rimasti a sedere e riflettere sugli scalini del sagrato. Ha la sciarpa della Viola al collo, come quella tante volte indossata dal Gigli: «Siamo increduli – afferma – tanti ricordi, tanti aneddoti da raccontare. La morte di sua madre lo ha provato fortemente, e aveva deciso di cambiare lavoro. E’ difficile da accettare».
Nicola Bellanova
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