La manifestazione
Sostegno a scuola, si aprono spiragli
LUCCA. Si aprono spiragli per la copertura dei posti richiesti (in virtù del rapporto un insegnante due bambini) per i docenti di sostegno sul territorio provinciale. Il coordinamento scuola...
LUCCA. Si aprono spiragli per la copertura dei posti richiesti (in virtù del rapporto un insegnante due bambini) per i docenti di sostegno sul territorio provinciale.
Il coordinamento scuola pubblica bene comune, al termine dell’incontro che si è svolto in prefettura, ha sottolineato la necessità che tutti i dirigenti scolastici convochino gli organismi (composti da scuola e Asl) deputati a definire, per ogni alunno, il numero di ore settimanali a lui spettanti di sostegno. Questo perché, spiega Fabio Lucchesi per il coordinamento, a volte le scuole non convocano gli organismi e invece esiste una legge che li obbliga.
All’incontro di ieri nei locali della Prefettura per parlare del problema del sostegno agli alunni disabili ai fini dell'inserimento scolastico, oltre al coordinamento lucchese Scuola Pubblica Bene Comune erano presenti la deputata Raffaella Mariani, l'assessore provinciale Mario Regoli, la professoressa Maria Coppolecchia dell'ufficio scolastico territoriale, la dottoressa Incoronata Favatà, responsabile della neuropsichiatria infantile dell'Asl 2 Lucca; il coordinamento era rappresentato dal prof. Lucchesi.
Argomento principe aI tavolo la questione della determinazione delle ore di sostegno necessarie al minore disabile per assicurare il percorso educativo.
I presenti hanno convenuto sull'opportunità che la suddetta quantificazione sia effettuata dal gruppo di lavoro interistituzionale sul caso (Glic), in seno al quale sono presenti tutte le professionalità necessarie all'individuazione di un adeguato iter formativo: rappresentanti della scuola, dei genitori, del Comune e della a«ienda sanitaria locale.
In tale direzione si è convenuto di procedere ad un aggiornamento degli accordi di programma, sottoscritti in Provincia nel 2011: l’adeguamento dovrebbe essere portato a termine nel breve periodo.
Naturalmente, spiega ulteriormente la Prefettura, rimane fermo l'impegno delle istituzioni (le singole amministrazioni comunali, la Provincia e la stessa deputata Mariani) e del prefetto di rappresentare al ministero dell'Istruzione la necessità di un'adeguata destinazione di risorse per consentire di realizzare il progetto educativo degli alunni disabili.
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